Blitz anticrimine a Scampia: oltre 700 uomini in azione

Napoli

Blitz anticrimine a Scampia: oltre 700 uomini in azione

Scampia

Più di 700 uomini della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza sono impegnati in una operazione anticrimine a Scampia.

A partire dall’alba di questa mattina, più di settecento uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza sono impegnati in una operazione anticrimine a Scampia. In particolar modo, si è trattato di un blitz di prevenzione anticrimine e di controllo del territorio “Alto Impatto”. A comunicare la notizia è stata la Prefettura di Napoli.

Operazione anticrimine a Scampia

Più di settecento uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza sono impegnati dall’alba di questa mattina in una operazione anticrimine nella località di Scampia a Napoli.

Si tratta di una vasta operazione di prevenzione anticrimine e di controllo del territorio “Alto Impatto”. A rendere nota tale notizia è direttamente la Prefettura di Napoli. Nel corso di questo pomeriggio, alle ore 17, nella sede della Prefettura, i vertici delle forze dell’ordine presenteranno i risultati e gli esiti di questo blitz.

Le rivelazioni di un ex boss di Scampia

Alcune rivelazioni dei nuovi pentiti della faida di Scampia riscrivono la storia e aprono nuovi capitoli su alcuni delitti che si erano consumati tra il 2004 e il 2005 nella periferia settentrionale della città.

Come ad esempio quello in cui fu assassinata brutalmente Gelsomina Verde, una delle vittime innocenti di quella guerra di camorra.

Oppure l’omicidio di un’altra donna, Carmela Attrice. E dai verbali emergono dei particolari a dir poco raccapriccianti, come ad esempio quello di una testa mozzata che successivamente è stata utilizzata come come pallone da calcio.

Pasquale Riccio, uno dei collaboratori di giustizia, ha raccontato che Antonio Mannetta, uno dei principali esponenti del cartello contrapposto al gruppo Di Lauro, sosteneva di avere una sorta di debito di riconoscenza nei confronti di Ugo De Lucia, condannato con sentenza definitiva per l’omicidio Verde.

Il pentito ha poi aggiunto: “Noi pensammo che De Lucia avesse coperto la responsabilità di Mennetta, probabilmente nell’omicidio di Gelsomina Verde”. Discorso molto simile anche per quanto riguarda l’omicidio di Carmela Attrice: “Il gruppo di Cesare Pagano e Vincenzo Notturno diceva che i ragazzi che sono stati condannati erano estranei”.

Su quanto è stato dichiarato dal collaboratore di giustizia sono tutt’ora in corso delle indagini da parte dei magistrati, che dovranno prima verificare l’attendibilità delle affermazioni e successivamente trovare anche dei riscontri.

Per quanto riguarda l’omicidio di Gelsomina Verde potrebbe far luce sulla questione anche un altro pentito, Gennaro Notturno, che in carcere, nel 2013, si è fatto tatuare sull’avambraccio un cuore spezzato con due rose.

Un tatuaggio che, a suo dire, fa riferimento proprio alla ragazza vittima innocente della faida, che era anche una amica di infanzia del fratello Vincenzo.

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