Bonucci traditore, dall’amore per la Juventus al Milan

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Bonucci traditore, dall’amore per la Juventus al Milan

Bonucci

Dopo aver giurato amore eterno alla Juventus solo qualche mese fa, il difensore decide di accettare l'offerta del Milan.

Bonucci e il passaggio dalla Juventus al Milan, solo l’ennesima dimostrazione di come, le parole “eterno” e “per sempre” non contano nel mondo del calcio. Il trasferimento di Bonucci al Milan è solo l’ennesimo caso di come, basta un minimo litigio o una piccola incomprensione, per giungere alla fine di un rapporto che agli occhi del mondo intero sembrava eccezionale. Di casi nel mondo del calcio ce ne sono stati tanti, partendo da Ronaldo, passando da Figo per finire ad Higuain: tutti esempi di come, le scelte di alcuni calciatori abbiano messo in discussione parole come “fedeltà”ed “amore eterno” nei confronti di un club e dei suoi tifosi.

Bonucci ed il suo passaggio al Milan

E’ stato come un fulmine al ciel sereno: il Milan ci prova e la Juventus dice di si su richiesta del calciatore. Nessuno si sarebbe aspettato una conclusione simile e soprattutto, con una velocità disarmante.

Quaranta milioni per uno dei migliori difensori italiani degli ultimi anni: una valutazione forse troppo bassa per un giocatore che, sia con la maglia della Juventus che con quella della Nazionale, ha dimostrato di esser un pilastro. Secondo alcune indiscrezioni di calciomercato, il calciatore dovrebbe firmare un contratto di 5 anni con un ingaggio da 6,5 milioni l’anno più due di bonus diventando così, insieme ad Higuain e Dybala, uno dei giocatori più pagati della Serie A.

Bonucci

Bonucci e la Juventus: un amore giunto al capolinea

Un rinnovo fino al 2021, comunicato come l’ulteriore conferma di un grande amore tra Bonucci e Juventus. Un amore eterno e testimonianza di gratitudine, da parte del giocatore, nei confronti di una società che ha creduto in lui sin dal primo momento. Purtroppo, tra Bonucci e la Juventus è tutto finito o quasi. Ma come è possibile che un legame che sembrava così indissolubile, si è dissolto in meno di tre giorni? A quanto pare, alla base della rottura c’è un rapporto non eccezionale con l’allenatore bianconero, Max Allegri: quella risposta sbagliata in campionato, così come quella tribuna imposta dopo un aut aut imposto dal tecnico alla società con una pace fatta che in realtà era solamente uno specchietto per le allodole.

Se al pessimo rapporto con Allegri, si aggiunge lo scontro nello spogliatoio tra il primo e secondo tempo della finale di Champions League con alcuni compagni di squadra, è spiegato il motivo del suo addio.

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