BORGIO VEREZZI, TEATRO E “SCINTILLE” PER NON DIMENTICARE COMMENTA  

BORGIO VEREZZI, TEATRO E “SCINTILLE” PER NON DIMENTICARE COMMENTA  

Il Festival Teatrale di Borgio Verezzi si potrebbe definire, in una modalità assai lontana, ‘un’istituzione’ per chi è appassionato di teatro e ne voglia fruire in un luogo scenografico di per sé e immerso nella storia. Il palco è allestito nella piazzetta di un borgo ‘saraceno’ e incastonato tra le case in pietra rosa e in un’architettura di influenza araba, preservata con cura dal tempo; persino i molti locali di ristoro rispecchiano lo stile e l’unicità di questo luogo denso di fascino.


Giunto alla quarantaseiesima edizione e curato con profonda passione dal Direttore artistico Stefano Delfino , il Cartellone quest’anno ha proposto uno Shakespeare intelligentemente rivisitato dalla Compagnia Gank con il Teatro Stabile di Genova e una brillante ‘Vite Private’ da Noel Coward con Corrado Tedeschi e la Boccoli; proseguirà dal 19 al 21 luglio con Lello Arena e il suo ‘Capitan Fracassa’ di Théophile Gautier, dal 24 al 26 luglio con la ‘Clizia’ da Niccolò Machiavelli (con Giuseppe Pambieri  e Lia Tanzi), dal 29 al 31 luglio con ‘Boeing Boeing’ e il bravo Gianluca Guidi per poi proseguire in  agosto il 3 e il 4 con Molière e ‘Il Tartufo’ (nell’interpretazione di Franco Oppini) e dall’8 al 10 con la leggerezza colta di Neil Simon e  ‘A piedi nudi nel parco’ .

Ma vale la pena di soffermarsi su uno degli spettacoli di questo palinsesto, andato in scena il 14 e il 15 di luglio: per l’importanza dell’argomento, certo, e per una regia calibrata e perfetta sotto ogni punto di vista, ma soprattutto per la magistrale interpretazione di Laura Curino, che personalmente ritengo l’attrice di teatro più completa, colta, intensa e inesauribile che si possa desiderare.


 

Posto incantevole, pubblico eterogeneo con Sergio Cofferati in prima fila, l’aspettativa di uno spettacolo articolato e non facile….

Ma quando l’interprete è Laura Curino, lo ‘spettacolo’ diventa qualcosa in più. Senza l’ironia di Paolini né la gravità di altri autori ‘sociali’, insieme al magnifico e coinvolgente testo di Laura Sicignano ci ha condotti e immersi nella giornata in cui 146 bambine e ragazze persero la vita nell’incendio della fabbrica in cui lavoravano. Un episodio odioso nella storia dei diritti delle donne e talmente archetipico da divenire il simbolo dell’8 marzo. Giornata assai discussa e discutibile, ma dal risvolto nobile. Innegabilmente.


Marzo 1911: All’interno della fabbrica newyorkese Triangle Waistshirt Company vanno a fuoco le pezze di tessuto e le camicie, le finestre scoppiano. La Curino ripercorre  quella giornata dal punto di vista di una madre – superstite involontaria della tragedia – e delle sue due figlie, precipitate insieme nell’istinto di sfuggire all’incendio. Donne imprigionate da porte chiuse per costringerle al lavoro, donne in fiamme che saltano dalle finestre per fame d’aria e diventano ‘tonfi morti’. Scintille.

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E ‘SCINTILLE‘ si intitola lo spettacolo recitato da Laura Curino – meravigliosa nella resa di tutti i personaggi servendosi di sapientissimi passaggi di tonalità e gestualità – e ideato e diretto da Laura Sicignano con l’apporto indispensabile di alcuni ricercatori…

Cercatelo, guardatelo, interiorizzatelo. Per poi, sgomenti, non dimenticare più.

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