Brescia: il record delle due classi interamente costituite da stranieri. Salvini: ‘serve un tetto massimo’ COMMENTA  

Brescia: il record delle due classi interamente costituite da stranieri. Salvini: ‘serve un tetto massimo’ COMMENTA  

L’Europa cosi come l’abbiamo conosciuta, cambierà, e con essa anche l’Italia. Ebbe modo di ricordarlo la Merkel, quando un paio di settimane fa, decise di accogliere in Baviera decine di migliaia di profughi, dando il via ad una svolta nella politica di gestione dell’immigrazione in Europa. E di questo se ne sono già accorti i cittadini di Brescia, dove si è registrato, proprio in occasione dell’apertura delle scuole, un dato record. Due classi del bresciano, infatti, sono state formate, includendo solo cittadini stranieri: 17 bimbi stranieri in una classe e 18 nell’altra tutte da composta da cittadini di varie nazionalita, Cinese, indiana, moldava, pakistana e filippina.


Adesso gli insegnanti delle due classi, hanno lanciato l’SOS sperando nell’intervento immediato del provveditorato affinchè invii mediatori culturali ed esperti nella scuola, anche perché molti dei bambini inseriti nella classe non parlano la lingua italiana.


Ai cronisti che chiedevano lumi, ha risposto il responsabile dell’ufficio scolastico provinciale Mario Maviglia , che ha spiegato cosa intenderà fare la scuola per risolvere il problema sorto: “L’unica sarebbe quella di unire le scuole del centro città, dove il numero di stranieri è elevato, sotto un unico istituto in modo da permettere ad un preside di evitare classi di questo genere”.


Matteo Salvini, dal salotto di Porta a Porta, ha voluto dire la propria in merito alla questione, proponendo l’idea che si metta un limite al numero di stranieri in classe: “Serve un tetto per i bambini stranieri nelle classi altrimenti, se sono tutti stranieri che integrazione c’è, che lingua parlano?”. Una vicenda destinata a ripetersi e diventare sempre più diffusa nella nostra penisola, dove la quantità di immigrati presenti sul territorio diventa sempre più grande.

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Gli insegnanti della classe hanno voluto stigmatizzare il problema: ‘Alcuni bambini sono arrivati in Italia da poco e non parlano la nostra lingua – ha raccontato una maestra – Speriamo che il provveditorato assegni presto qualcuno altrimenti lavorare così sarà impossibile, e addio a tutti i bei progetti avviati fino ad ora’.

 

 

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