Campi Flegrei, Napoli: cresce l’allerta ma non è ancora allarme

Napoli

Campi Flegrei, Napoli: cresce l’allerta ma non è ancora allarme

Campi Flegrei

Cresce il livello di allerta del vulcano più pericoloso del mondo, quello dei Campi Flegrei. Ancora l'allarme però è moderato.

La direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Francesca Bianco, fa sapere che il volume delle emissioni del vulcano dei Campi Flegrei è cresciuto di circa dieci volte negli ultimi dieci anni.

Il vulcano dei Campi Flegrei è il più grande e pericoloso d’Europa in quanto ha un’indice di esplosività di sette su scala otto. Il livello di allerta sta crescendo, ma per adesso l’allarme resta moderato.

Elena Dusi de La Repubblica, fa sapere comunque che il magma sta risalendo e sembra aver formato un bacino sotterraneo di 3-4 chilometri di diametro a 3 chilometri di profondità. E’ stato inoltre registrato un rigonfiamento di 25 centimetri oltre all’aumento del rapporto tra anidride carbonica e acqua nelle fumarole.

Ingv e Cnr monitorano tutto. Sapere con precisione quando avverrà un’eruzione non è facile. Fanno sapere che: “I Flegrei sono come un’enorme spugna piena di magma e fluidi. Fra la nostra incapacità di prevedere i terremoti e la nostra capacità di prevedere il meteo di domani, i vulcani sono a metà strada.

Ma più la lista delle anomalie si popola, più l’incertezza si riduce.”

campi flegrei

Cresce l’allerta dei Campi Flegrei, non è ancora allarme

La ricerca è coordinata da Giovanni Chiodini ed è condotta insieme alle università di Palermo, Roma Tre e Savoia in Francia. Hanno cercato di fissare il possibile “punto critico” oltre il quale la risalita del magma e dei suoi gas renderebbe instabile tutto il sistema. “Raggiunte le condizioni critiche il magma rilascia grandi quantità di vapore”, spiega Chiodini.

Risalendo verso la superficie, infatti, questo vapore bollente indebolisce le rocce, aprendo due possibili scenari. Il primo è leruzione, il secondo, opposto, è un aumento della viscosità del magma, e quindi la fine della sua risalita.

Ricordiamo che 39mila anni fa questo vulcano ha provocato l’eruzione più potente del pianeta negli ultimi 200mila anni. Ha ricoperto delle sue ceneri tutta l’Europa fino a Mosca e bloccò i raggi del sole, provocando un “inverno vulcanico” durato due anni.

Secondo alcuni contribuì all’estinzione dell’uomo di Neanderthal.

Per le 500mila persone che vivono nei pressi di questo vulcano, la situazione non è da prendere alla leggera. Ricordiamo che già nel 2012 l’allerta si è innalzata da verde a gialla come livello di attenzione.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche