Che cos’è la Sacra Sindone?

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Che cos’è la Sacra Sindone?

sacra sindone

La Sacra Sindone è un lenzuolo risalente a circa duemila anni fa, col quale si crede sia stato avvolto il corpo di Gesù Cristo. Leggiamo la storia del suo viaggio fino in Europa, oggi conservata nella Cattedrale di Torino.

La Sacra Sindone, tra le tantissime cose interessanti da vedere a Torino, è reliquia sacra e importante per i cristiani. Detta anche Sindone di Torino, in quanto è in questa città che attualmente viene conservata, non è altro che un lenzuolo di lino di 2000 anni fa. Quello che la rende eccezionale però, è il fatto che si tratterebbe del lenzuolo che ha avvolto il corpo di Gesù di Nazareth nel Sacro Sepolcro, in seguito alla sua crocifissione. La Sacra Sindone ha conosciuto diversi trascorsi che hanno visto tale oggetto viaggiare dall’Est all’Ovest, giungendo infine, in Italia.

Sacra Sindone: cos’è

La Sacra Sindone è un panno composto di lino, color giallo ocra, a forma di spina di pesce delle dimensioni di circa m. 4,41 x 1,13. Il rettangolo di tessuto è striato ai margini e presenta alcuni spazi vuoti, per via del danneggiamento avvenuto durante l’incendio a Chambéry nel 1532. Non è considerabile solo come un lenzuolo funerario e neppure semplicemente un oggetto sacro: è di fatto un documento storico, che affascina i credenti come gli atei.

Un oggetto di culto e di mistero, che ha sollevato parecchie discussioni in campo teologico. La tradizione vorrebbe che la Sindone sia la stessa di cui si parla nei Vangeli, ovvero il materiale utilizzato per conservare le spoglie di Gesù, una volta riposto nel sepolcro. Impresso su questo telo, il volto di un uomo che è stato maltrattato e poi crocifisso. Non si può negare che i lineamenti rimasti in evidenza sul tessuto, corrispondano con l’immagine classica di Gesù Cristo. Questa somiglianza ha entusiasmato subito i cristiani di tutto il mondo, che hanno interpretato il ritratto sulla Sindone come la prova eclatante dell’esistenza di Cristo. Ancora però non esistono prove scientifiche che confermino in maniera certa, la verità su questo reperto. Il dibattito sull’attendibilità di tale reperto resta tutt’oggi aperto.

La storia

Il termine sindone deriva dal greco σινδών -όνος, tradotto poi nella sua forma latina sindon -ŏnis. Indica appunto il tessuto di cui è composto il lenzuolo.

La storia di questo oggetto misterioso si perde nel tempo ed è difficile ripercorrerne il percorso prima dele medioevo. Tuttavia, esistono dei risultati di analisi scientifiche che collocano la nascita del telo a Gerusalemme. Le tracce di un particolare genere di polline, tipici delle zone della Siria e della Palestina, dovrebbero essere indicatori della provenienza del sacro reperto. Inoltre già da alcuni studi risalenti al 1954, proverebbero la presenza di monete romane poste sugli occhi del volto impresso sulla Sindone. In queste impronte, un numismatico ha riconosciuto le fattezze del soldo in circolazione all’epoca di Ponzio Pilato, ovvero tra il 29 e il 32 d.C. Il Mandylion, così viene in seguito chiamato il lenzuolo funerario, finisce a Costantinopoli: è da qui che, durante le Crociate, la Sacra Sindone probabilmente viene recuperata dai Templari e trasportata in Europa. Nel 1453 fu consegnata ai Savoia dalla progenie del suo originario proprietario, Geoffroy de Charny.

In breve tempo assunse il ruolo simbolico di reliquia dinastica. Per questo motivo, quando il fulcro dell’amministrazione e della politica statale venne trasferito a Torino da Chambèry, anche la Sacra Sindone venne trasportata nel capoluogo piemontese.

Il libro descrive la storia della sindone allegando tutte le interpretazioni scientifiche fino ad ora e i misteri che vi si aggirano intorno. Il testo fornisce risposte a tutte le domande che ancora oggi si susseguono, indagando la sua autenticità e toccando i temi dal punto di vista scientifico e della fede.

Seguendo il percorso che ha fatto la sindone in questi anni, gli autori analizzano il significato simbolico che ha acquisito. Tra scienza e religione, il libro elenca le diverse apparizioni della sindone nel corso degli anni e analizza i diversi indizi fino ad elaborare diverse teorie e mettere insieme i pezzi.

Un libro semplice e adatto ai più piccoli per comprendere il significato simbolico della sindone.

Per rispondere alle domande che si aggirano intorno a questo mistero, il libro si pone come una guida alla comprensione e analisi del percorso fatto dalla sindone in questi anni.

Dov’è oggi la Sacra Sindone

Attualmente la Sacra Sindone si trova riposta al sicuro all’interno della Cattedrale di Torino. Essa è situata nella piccola piazza di San Giovanni. L’indirizzo esatto è Via San Domenico n°28. Per la precisione, è conservata sotto la Tribuna Reale, nella cappella finale della navata sinistra. La Sacra Sindone non può essere osservata facilmente. Essa è contenuta in una teca di conservazione, la quale poi è riposta dentro una cassa di metallo. Per poterla vedere si deve attendere che si apra il nuovo ciclo di ostensioni al pubblico. La Sindone non si può vedere. Il Telo si trova dentro la «teca per la conservazione». Questa, a sua volta, è rinchiusa in una grande cassa metallica. Normalmente viene estratta solo in occasione delle ostensioni pubbliche.

Prenotare l’ostensione non è programmabile, in quanto unico decisore è il Papa, considerato nuovo possessore di questo lenzuolo funerario. L’ultima è avvenuta nel 2015.

Visite e orari

Il museo della Sacra Sindone è stato allestito all’interno della Cattedrale torinese, a qualche minuto da Piazza Castello. Le condizioni per effettuare una visita possano modificarsi in concomitanza dei periodi di ostensione. In generale ci si può riferire agli orari del Duomo stesso. Questo resta aperto quotidianamente dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Durante queste fasce orarie saranno a disposizione i volontari della Sindone, che offrono supporto ai pellegrini in visita. La cappella che ospita la Sacra Sindone non è però visitabile durante la celebrazione della Santa Messa. Disponibile anche l’ausilio di audiolingue in ben 5 lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco.

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