Comunali, flop M5S: fuori dai ballottaggi delle grandi città

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Comunali, flop M5S: fuori dai ballottaggi delle grandi città

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Il movimento Cinque stelle di Beppe Grillo ha fallito alle elezioni comunali ed è stato escluso dal ballottaggio nelle principali città italiane. Trionfano invece centrosinistra e centrodestra.

Alle elezioni comunali, il movimento Cinque Stelle ha fallito nelle principali città ed è stato escluso dai ballottaggi, dove invece hanno primeggiato il centro-destra ed il centro-sinistra.

Il fallimento dei Cinque Stelle

Anche l’affluenza alle urne è un calo, infatti sono andati a votare solo il 60,07% degli italiani aventi diritto al voto.

Nonostante i pentastellati, con Beppe Grillo, giocassero in casa, hanno perso anche a Genova, dove è in testa il centrodestra con Marco Bucci con il 38% dei voti. Sempre a Genova, centrosinistra con Gianni Crivello ha ottenuto il 33,4%, lasciando spazio alla scalata del centrodestra. Bucci dichiara che la città di Genova ha bisogno di subire un radicale processo di trasformazione ed evoluzione, per diventare la prima città del Mediterraneo e per rispondere alle richieste dei cittadini di rendere Genova più moderna.

A Verona, Federico Sboarina – candidato del centrodestra, ha vinto al ballottaggio con il 29,3%, mentre Orietta Salemi che guida il centrosinistra, ha ottenuto solo il 22,4% dei voti.

Nella città di Padova, il centrodestra primeggia ancora, con il candidato Massimo Bitonci, il quale è in testa con oltre il 40%. Il prossimo testa a testa sarà con il candidato del centrosinistra Sergio Giordani, il prossimo 25 Giugno.

A Parma, comune in cui era stato eletto per la prima volta un esponente del movimento Cinque Stelle, ha visto la caduta della leadership del movimento.

Infatti è Federico Pizzarotti, il quale era stato escluso dal movimento da Beppe Grillo, a guidare le elezioni nel comune emiliano, con il 37% dei voti. Si scontrerà quindi con il candidato del centrosinistra Paolo Scarpa, il quale ha ottenuto il 29% delle preferenze.

Nel capoluogo siciliano, a Palermo, già nel corso del primo turno ha trionfato Leoluca Orlando e ha confermato la sua vittoria, ottenendo oltre il 45% dei voti: in Sicilia è possibile vincere con il 40% dei voti.

All’Aquila e a Catanzaro, si è assistito allo scontro tra i due principali movimenti di centrodestra e di centrosinistra.

Nello specifico, all’Aquila è ancora acceso lo scontro tra Americo di Benedetto – candidato del centrosinistra – che ha ottenuto una percentuale di preferenze tra il 44 ed il 48%, ed il rivale canditato del centrodestra Pierluigi Biondi, il quale è dato al 41 – 45% dei voti. Pesante il fallimento del pentastellato Fabrizio Righetti che non supera la percentuale di gradimento dell’8%.

A Catanzaro, invece, si è passato al secondo turno, dove i principali sfidanti sono il sindaco uscente Sergio Abramo – candidato del centrodestra – e Vincenzo Antonio Conte del centrosinistra.

I numeri parlano di una percentuale di preferenze tra il 40 ed il 44% per il candidato Sergio Abramo, mentre il candidato del Pd non supera il 32%. Invece, il candidato delle liste civiche e di sinistra, non riesce ad andare oltre il 25% (è fermo tra il 21 ed il 25% dei voti).

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