Emergenza smog, oggi le proposte del ministro Galletti

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Emergenza smog, oggi le proposte del ministro Galletti

E’ previsto per oggi il vertice sul problema dello smog fra il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e i rappresentanti degli enti locali. Lo scopo è quello di mettere sul tavolo proposte per il futuro, più che per affrontare l’emergenza attuale.

Dopo il secondo giorno di blocco del traffico, infatti, a Milano le centraline hanno registrato un leggero aumento della concentrazione di polveri sottili, certo non una riduzione. Stesso discorso a Roma, dopo la giornata a targhe alterne. Fermare le auto non ha quindi aiutato, ma non è una sorpresa, al massimo ci si sarebbe potuti attendere il mantenimento dei livelli precedenti di PM2.5 e PM10, non una diminuzione. Resta la “funzione pedagogica” di cui ha parlato l’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, quella che, in qualche modo, impone ai cittadini di fare scelte alternative per i loro spostamenti, e chissà che le scelte di un paio di giorni non diventino quelle della quotidianità.

Le proposte di cui parlerà oggi il ministro Galletti riguarderanno tre macro argomenti.

Il primo è la riduzione della velocità: da 50 a 30 km/h in città e da 130 a 110 km/h in autostrada.

L’elevata velocità è associata a maggiori emissioni, secondo i tecnici del governo, quindi riducendola si dovrebbero ottenere importanti cali dell’inquinamento. Il secondo sono gli incentivi al trasporto pubblico e alle modalità di trasporto alternative (car sharing, scooter sharing, bike etc), ma ancora non si sa quali possano essere le proposte concrete di Galletti. Terzo e ultimo è la limitazione dell’uso del riscaldamento. Secondo molti, si tratta di gran lunga della principale fonte di inquinamento, perciò, posto che case, uffici e edifici vari devono essere riscaldati in inverno, risulta chiaro che il parco tecnologico, cioè le caldaie, è obsoleto e inadatto alle specifiche esigenze anti inquinamento. Vedremo quali saranno le proposte del Ministero dell’Ambiente, anche se, in ogni caso, secondo quanto risulta al momento, si lascerà agli enti locali la decisione finale su cosa fare e quando farlo.

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