Formula 1, Ecclestone: ultimi ritiri e nuove regole di gara

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Formula 1, Ecclestone: ultimi ritiri e nuove regole di gara

Formula 1, Ecclestone: ultimi ritiri e nuove regole di gara
Formula 1, Ecclestone: ultimi ritiri e nuove regole di gara

Ecclestone felice per i ritiri di Rosberg, Massa e Button. Ma preoccupato per il futuro della Formula 1. Le regole di gara andrebbero totalmente riviste.

Ecclestone ha dichiarato di essere assolutamente d’accordo con la decisione di Rosberg di ritirarsi dalle corse dopo aver vinto il suo primo titolo della carriera: “Ha raggiunto il suo obiettivo – ha affermato al mensile tedesco Sport Bild – Voleva essere campione del mondo e ci è riuscito. Perché continuare? Lo capisco. Non me la sento di biasimarlo se ora vuole fare qualcosa di diverso nella vita”. Invece, per quanto riguarda Massa e Button, l’86enne britannico,dà una diversa sentenza: “Sono felice che abbiano scelto di andarsene di loro spontanea volontà. Perchè in passato abbiamo perso molti piloti, uccisi in incidenti”.

Ma è sul tema dei regolamenti di gara che Ecclestone si dimostra più pungente. Secondo lui, per ritornare a essere nuovamente attraente, la Formula 1 dovrebbe, innanzitutto, abbandonare i motori ibridi. E se Jean Todt crede che questi rappresentino lo spirito del nostro tempo, Ecclestone ribadisce il fatto che, in gara, a differenza che su strade normali, il pubblico vuole godere di qualcosa di speciale. Vuole motori potenti, rumorosi e gestiti dai migliori piloti del mondo. Le regole, insomma, dovrebbero essere totalmente riviste. “Sono troppo complicate – aggiunge – E, visto che siamo nel mondo dell’intrattenimento, non è possibile fare divertire le persone quando queste non capiscono quello che succede. E anche gli stessi piloti non sanno più cosa possono e non possono fare in pista”. Morale: più libertà ai piloti. E che si gestiscano da soli.

Ma c’è ancora un punto sul quale Ecclestone si è espresso. Per il il patron del Circus, visto che la soglia di attenzione dei giovani è più breve, rispetto al passato, bisognerebbe dividere la corsa in due gare sprint. Due manche da 40 minuti l’una. “Molto meglio – conclude – rispetto ai Gran Premio di adesso, più lunghi e noiosi”.

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