Il Café Procope di Parigi: la storia del caffé nel Settecento

Il Café Procope di Parigi: la storia del caffè nel Settecento

Storia

Il Café Procope di Parigi: la storia del caffè nel Settecento

Cafe Procope

Nel Settecento i caffé di Parigi erano luoghi dove gli intellettuali si riunivano per fare la storia: il Café Procope è il più antico e anche il più famoso.

Sapevi che il caffè, bevanda forte e scura a tutt’oggi tra le più consumate e amate, ebbe un’enorme diffusione nel XVIII secolo? La sua diffusione in Europa cominciò il secolo precedente, quando un sultano introdusse per la prima volta il caffé alla corte di Francia e lo fece conoscere agli europei. Tuttavia fu solo successivamente che francesi e olandesi portarono le prime piante di caffé nelle colonie americane. Lì la coltivazione di caffè diventò così florida che il prezzo dei chicchi scese notevolmente, permettendo la diffusione della bevanda in tutta Europa. Fu allora che i luoghi dedicati al consumo di questa bevanda, i cosiddetti “caffè”, cominciarono a diffondersi, primo fra tutti il famoso Café Procope di Parigi. Partiamo insieme alla scoperta della sua ricca storia.

Café Procope: il primo dei caffé francesi

Nel Settecento molti erano convinti che il caffè favorisse la formazione di idee e sviluppasse il ragionamento.

Questo era in parte dovuto alle sue naturali proprietà, in parte alla particolarità dei luoghi in cui si era soliti consumarlo. I “caffè” di allora erano infatti essenzialmente dei punti di ritrovo dove intellettuali e uomini di ingegno si riunivano per discutere, più o meno amabilmente e più o meno accesamente, di cultura, attualità e politica, senza remore e timori. Non a caso, infatti, la diffusione dei caffé coincise con l’affermazione dell’Illuminismo, un movimento culturale che aveva come capisaldi la ragione e la libertà di pensiero.

Molte le testimonianze in tal senso, soprattutto da parte dei pensatori francesi, assidui frequentatori dei caffè. L’illuminista Denis Diderot, ad esempio, affermava che il suo luogo preferito a Parigi fosse il Café de la Régence, dove si recava quotidianamente per sorseggiare una tazza fumante di caffè mentre lavorava alla sua Encyclopédie. Allo stesso modo il filosofo Jean-Jacques Rousseau, nonostante le dichiarate difficoltà economiche, non rinunciava a frequentare questi locali e vi si recava a giorni alterni per discorrere con altri letterati e uomini di pensiero.

Vista la situazione, è perfettamente comprensibile che le autorità francesi non vedessero di buon occhio questi locali, considerati un rifugio per sovversivi.

Pertanto i caffè erano costantemente sorvegliati dalle forze dell’ordine. Basti pensare che una parte di storia della Rivoluzione Francese venne scritta all’interno del caffé più antico di Parigi, l’elegante Café Procope (esistente tutt’ora e visitabile), dove amavano riunirsi personaggi del calibro di Marat, Danton e Robespierre per gettari le basi di quella nuova società che sarebbe sorta di lì a poco.

La storia del Café Procope di Parigi

Il Café Procope è stato sicuramente il primo caffé parigino, ma da molti è anche ritenuto il più antico caffé d’Europa. Ancora oggi è uno dei luoghi più noti di Parigi, sebbene sia stato recentemente trasformato in un ristorante. Il Café Procope venne aperto da un armeno appena vent’anni dopo l’introduzione della bevanda presso la corte francese. Il caffé era ancora considerato un prodotto esotico e i prezzi erano alti, così il posto si guadagnò subito la fama di locale esclusivo e alla moda.

Si trovava nelle vicinanze di uno dei teatri più importanti della città, così divenne presto un luogo di ritrovo per attori, artisti e personaggi che gravitavano attorno al mondo dello spettacolo. Quando il teatro si trasferì altrove, il locale traslocò insieme a lui per seguire la sua clientela.

Il Café Procope e l’invenzione del sorbetto

Nel 1686 il Café Procope fu rilevato dal ristoratore italiano Francesco Procopio dei Coltelli, a cui il caffé deve il proprio nome. Procopio era originario di Acitrezza, paese nelle vicinanze di Catania dove Verga avrebbe ambientato in seguito il romanzo “I Malavoglia”. Sotto la sua guida, il locale divenne presto uno dei ritrovi preferiti dei letterati parigini, facendo concorrenza ad altri caffè che nel frattempo si erano conquistati un posto nella vita intellettuale della città, come il Café de la Régence. Il successo del Café Procope, tuttavia, fu sancito grazie ad una geniale invenzione del suo fondatore: il sorbetto, l’antenato del gelato odierno.

Procopio, infatti, aveva ottenuto dal re Luigi XIV un licenza speciale che gli garantiva l’esclusiva sulla produzione di questo dolce. Fu un successo senza precedenti.

Gli illustri frequentatori del Café Procope

Il locale diventò tanto popolare che fu costretto a spostarsi in una sede più grande presso il numero 13 di rue de L’Ancienne Comédie, dove si trova tuttora. La sua fama continuò a crescere per tutto il Settecento e l’Ottocento. Tra le tante personalità che lo frequentarono ci furono gli scrittori Jean de La Fontaine, Honoré de Balzac, Victor Hugo, George Sand e Paul Verlaine, il filosofo Voltaire, ma anche personalità politiche come Robespierre, Danton, Jean-Paul Marat e perfino lo stesso Napoleone.

La leggenda vuole che il futuro presidente americano Benjamin Franklin vi abbia concepito alcuni passaggi della costituzione degli Stati Uniti, ispirandosi alle dichiarazioni dei diritti dell’uomo e del cittadino stilate durante la Rivoluzione Francese.

Tuttavia, per quanto suggestiva, è davvero improbabile che questa ipotesi corrisponda a verità.

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