Il Borgo Buonanotte Vecchio e il Castello Malanotte

Il castello di Malanotte

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Il castello di Malanotte

Castello di Malanotte
Castello di Malanotte

Si chiama Castello di Malanotte o Borgo Montevecchio? O Montebello sul Sangro? Un estratto della storia di uno dei borghi più affascinanti d'Italia.

Il Castello di Malanotte è un magnifico borgo medievale, molto ambito e ammirato. Il suo fascino è tale da aver catturato anche personaggi di spicco di altre nazioni come, ad esempio, l’imprenditore svedese Daniele Kihlgren. Il Castello di Malanotte ha di certo un suo fascino particolare, che deriva sia dalla sua architettura che dal suo nome, ma la cosa più interessante che lo riguarda è la sua particolare storia.

La storia dei nomi del Castello di Malanotte

Castello di Malanotte

Il nome dell’antico borgo medievale era, originariamente, Buonanotte Vecchio, un borgo sorto intorno al XII secolo. Il nome del borgo cambiò in seguito ad una sconfitta subita dai locali in una feroce battaglia e venne, di conseguenza, ribattezzato Malanotte. Il nome, che per i moderni può sembrare particolarmente altisonante e misterioso, descriveva le condizioni degli sconfitti: per loro, infatti, la sconfitta si tramutò in una vera e proprio “Malanotte” perché furono costretti a cedere per una notte le loro mogli ai vincitori.

Uno “ius primae noctis” alquanto particolare, nato come prezzo della sconfitta.

La leggenda del re

Tuttavia, c’è più di una leggenda all’origine del nome di questo borgo. Si narra che l’origine del toponimo sia legata alla visita di un reale in questo castello. La notte in questione, per il re, fu particolarmente traumatica perchè fu costrotto al soggiorno a causa di una bufera. Per questo motivo, allora, ribattezzò il castello “Malanotte“. Questa leggenda continua, ed inverte l’ordine dei nomi del castello e del borgo. Il re sarebbe ritornato al castello durante una calda giornata e stiva e, contemplando le meraviglie e la tranquillità del luogo, lo rinominò Buonanotte.

Il Castello di Malanotte, o borgo Buonanotte Vecchio, in epoca moderna

Castello di Malanotte

Il borgo fu un feudo che passò di mano in mano ad un gran numero di personaggi storici:

  • Il primo fu Antonio Caldora.
  • Poi passo alla famiglia Annecchino.
  • Se lo ritrovò tra le mani Ricci di Lanciano.
  • Il quarto proprietario fu Marino Caracciolo, ma i più eccelsi proprietari sono stati gli ultimi.
  • Dopo questa sfilza di, per quanto illustri, proprietari abbastanza anonimi, il castello giuse infine tra le mani della famiglia De Medici, nel 1757.

Il toponimo “Castello di Malanotte”, detto anche borgo di Buonanotte Vecchio, o comunque lo chiamassero gli abitanti del posto, cedette il passo mezzo secolo fa.

Nel 1969, infatti, il toponimo classico fu sostituito con un nuovo nome, quello di Montebello sul Sangro. Il cambio di nome fu fatto a causa dell’imbarazzo che il vecchio nome provocava a loro e al luogo. Gli abitanti del posto, infatti, erano stanchi di essere derisi per il nome del luogo nel quale vivevano e decisero di cambiarlo. Senza rispettare per nulla la storia e le leggende di quei luoghi, molto più importanti di qualche sberleffo di ignoranti, che sarebbe potuta essere sfruttata anche a livello turistico.

Il Moderno Montebello

Senza il fascino della leggenda e della storia, Montebello sul Sangro ha solo il fascino antico dalla sua parte. Una grossa perdita, ma chi siamo noi per giudicare o decidere? Il nuovo paese è diviso in due diversi nuclei:

  • C’è il vecchio borgo, che comunque viene sempre chiamato con lo stesso, antico, nome, con un magnifico e incantevole panorama sul crinale del Monte Vecchio.
  • L’altro nucleo è costituito dal paese nuovo, il vero e proprio Montebello sul Sangro.

L’intero paese, la totalità di Montebello sul Sangro, è stata acquistata dall’imprenditore italo-svedese Daniele Kihlgren, che abbiamo nominato all’inizio.

Affascinato da quelle zone, appassionato di storia e leggente, ha fatto di tutto per far si che quelle bellezze rimanessero preservate. Tanto che è noto come il “salvatore dei borghi abbandonati”.

Per approfondire

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