Nam June Paik in Italia

Cultura

Nam June Paik in Italia

Il percorso espositivo presenta oltre 100 lavori, ricostruendo il rapporto dell’artista con l’Italia di cui e’ stato ospite assiduo, dagli anni ’70 a tutti gli anni ’90, da solo o con altri artisti della galassia Fluxus, impegnato in performance, mostre, scambi e dialoghi con critici, collezionisti, istituzioni. In esposizione diversi lavori appartenuti ad Antonina Zaru, documenti e testimonianze fotografiche (e filmate) scaturite da un’ampia ricognizione condotta sul territorio emiliano…

Nam June Paik, Sacro e profano 1993 2 monitor con video e scultura collezione privata

Fino al 2 giugno 2013, nelle sedi espositive della Galleria civica di Modena, Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini, si terrà la mostra “Nam June Paik in Italia”, a cura di Silvia Ferrari, Serena Goldoni e Marco Pierini.

L’iniziativa a ingresso gratuito, riflette sulla presenza e sull’influenza dell’artista coreano in Italia a vent’anni esatti dalla vittoria del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1993.

Con oltre cento lavori, il percorso espositivo si propone di ricostruire il rapporto di Nam June Paik con il nostro Paese di cui è stato ospite assiduo, dagli anni Settanta a tutti gli anni Novanta, da solo o con altri artisti della galassia Fluxus, impegnato in performance, mostre, scambi e dialoghi con critici, collezionisti, istituzioni.

Il nucleo principale della mostra è costituito dai numerosi lavori appartenuti ad Antonina Zaru, che con l’artista coreano ha intrattenuto un rapporto duraturo e fecondo. Sono inoltre esposti documenti e testimonianze fotografiche e filmate scaturite da un’ampia ricognizione condotta sul territorio emiliano, dove Paik ha trovato molta attenzione da parte di galleristi appassionati come Rosanna Chiessi e Carlo Cattelani e di accorti collezionisti.

La cosa che più mi intriga della cultura italiana è certamente la qualità e la complessità della Grande Opera Italiana. L’Opera rappresenta quello che ricerco nell’arte elettronica, in un’Opera c’è tutto: la musica, il movimento, lo spazio. Così, se un’operazione di arte elettronica riesce con successo, ritengo che debba essere considerata un’Opera elettronica

Nam June Paik

Esponente del movimento Fluxus, è stato definito “un artista consapevole del proprio tempo“, capace di utilizzare l’oggetto televisore e la telecamera sia come elementi con cui produrre videosculture e videoinstallazioni sia come componenti vere e proprie di performance. Paik ha agito fra arte, musica, teatro e fotografia, spesso insieme alla violoncellista Charlotte Moorman con la quale ha intrattenuto per circa trent’anni una intensa collaborazione, in particolare, nel decennio tra il 1964 e il 1974. A partire dagli anni Ottanta la sua ricerca si è concentrata sulla tecnologia satellitare e sul mondo del computer. Nel corso della sua carriera ha collaborato, fra gli altri, con John Cage, Peter Moore, Laurie Anderson, Joseph Beuys e Merce Cunningham.

Galleria civica di Modena, Palazzo Santa Margherita, Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande

Orari
dal 17 febbraio al 29 marzo
mercoledì-venerdì 10.30-13.00; 15.00-18.00
sabato, domenica e festivi 10.30-18.30
lunedì e martedì chiuso
dal 30 marzo al 2 giugno
mercoledì-venerdì 10.30-13.00; 16.00-19.30
sabato, domenica e festivi 10.30-19.30
lunedì e martedì chiuso
lunedì 1 aprile, Pasquetta, apertura straordinaria con orario festivo
tel. +39 059 2032911/2032940 – fax +39 059 2032932, www.galleriacivicadimodena.it

Ingresso gratuito

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