Napoli: all’Istituto Pascale ondata di arresti sulle forniture per i malati di tumore COMMENTA  

Napoli: all’Istituto Pascale ondata di arresti sulle forniture per i malati di tumore COMMENTA  

Napoli: all'Istituto Pascale ondata di arresti sulle forniture per i malati di tumore

Sette arresti a Napoli per irregolarità negli appalti sulle forniture del reparto Oncologia dell’Istituto Pascale. In manette anche il primario Francesco Izzo.

Si è conclusa con sette arresti l’inchiesta sugli appalti irregolari all’Istituto Pascale di Napoli, centro specializzato nella cura dei tumori. A finire in manette con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta sono stati il noto primario Francesco Izzo, il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, Elia Abbondante, un dirigente dell’ospedale, un informatore scientifico e tre imprenditori operanti nel settore delle forniture medicali. I fermi sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza, che ha anche proceduto a effettuare sequestri preventivi nei confronti degli arrestati. Le indagini sugli appalti all’Istituto Pascale sono state portate avanti dai pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano, coordinati dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino e hanno coinvolto il Nucleo di polizia tributaria.


Stando a quanto emerso dalle indagini, gli illeciti riguarderebbero le forniture del reparto di Oncologia chirurgica addominale. Francesco Izzo, in qualità di primario del reparto, avrebbe aggirato la normativa sugli appalti classificando alcuni dei prodotti che l’Istituto Pascale acquistava come “unici e infungibili”. Ciò aveva consentito che l’acquisto avvenisse tramite trattativa privata. Ad aggiudicarsi le gare è stata una società che per la distribuzione dei prodotti si avvaleva di una ditta riconducibile alla moglie di Izzo, Giulia Di Capua, anche lei finita agli arresti.


Nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip si leggono parole durissime nei confronti dei fermati. Nel loro comportamento, ha scritto il giudice, si ravvisa “lo spregio delle regole non solo della buona amministrazione della cosa pubblica, ma anche del basilare vivere civile nonché l’assoluto disprezzo per i malati sottoposti a terapia”.

Elia Abbondante, che era Responsabile unico del procedimento di alcune delle gare dell’Istituto Pascale, è coinvolto nell’inchiesta perché non avrebbe bloccato le procedure di aggiudicazione, in quanto sarebbe stato in combutta con Izzo e sua moglie.

L’informatore scientifico Marco Argenziano, invece, è finito in manette per aver convinto il primario a prescrivere dosi doppie del farmaco oncologico Nexavar a malati terminali di tumore al fegato.

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