Napoli, pistole puntate in faccia: i giovani giocano a “Gomorra”

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Napoli, pistole puntate in faccia: i giovani giocano a “Gomorra”

Napoli, pistole puntate in faccia: i giovani giocano a "Gomorra"
Napoli, pistole puntate in faccia: i giovani giocano a "Gomorra"

È il nuovo gioco dei ragazzini. Nel centro storico di Napoli, mostrano l’arma e sparano in aria a salve. Ma solo per spaventare. Un avvocato racconta.

La pistola è puntata in faccia. Ma non è una rapina. Solo divertimento. Per sentirsi dentro la serie tv “Gomorra“, c’è un nuovo gioco in voga al centro storico di Napoli. Lo racconta Paolo De Rosa, avvocato di 37 anni. È toccato a lui, qualche sera fa, assistere alla farsa di due ragazzi sullo scooter, senza casco e armi (vere o finte?) alla mano. Si è trattato di una scorribanda lungo vico San Domenico, una stretta via tra piazza Miraglia e piazza San Domenico Maggiore. I due amici si puntano le pistole in faccia, recitano con volti minacciosi. Qualche secondo di tensione, infine una risata e la fuga. “Non è successo solo a me – spiega il giovane avvocato – ma anche ad alcuni miei amici. So che qualche volta i ragazzi sparano in aria per spaventare.

Spero a salve. I due che ho incontrato sembravano vantarsi. Un gesto goliardico e sopra le righe”.

Sebbene sia “solo” un gioco, l’episodio racconta il clima che si respira oggi tra i decumani. “Qualche sera fa – aggiunge l’avvocato – mi sono trovato per strada verso mezzanotte e, per la prima volta, ho accelerato il passo. Per la prima volta, in vita mia, non mi sono sentito sicuro. Eppure ho vissuto molto tempo a Secondigliano. La Polizia? Vedo falchi o volanti. Non sono assenti, ovviamente, ma spesso inefficaci. C’è una carenza legislativa. Basti pensare che, quando si tratta di minori che delinquono, si fa fatica addirittura a rintracciare chi ne ha la patria potestà”. Ciò nonostante, De Rosa non vuole lasciare il centro storico, tanto meno Napoli: “Assolutamente – conclude – Sono tornato qui da Londra per vivere nella mia città. E ora, di certo, non me ne vado. E non lascio nemmeno il centro storico perchè è questa casa mia”.

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