Povertà per 1 mln di minori in Italia: la soluzione da un esperimento sociale

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Povertà per 1 mln di minori in Italia: la soluzione da un esperimento sociale

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Sono più di un milione i minorenni che in Italia vivono in condizioni di povertà. La soluzione è suggerita da un esperimento sociale dell’Albero della Vita.

La povertà cresce, in Italia, e finisce con il colpire soprattutto i minori. Nel nostro paese, gli under 18 anni che vivono in condizioni di povertà relativa secondo la definizione Istat sono più di un milione. Il dato è aggiornato allo scorso anno, ma è sopratutto la tendenza ad essere preoccupante. Sempre secondo le rilevazioni Istat, l’incidenza dei poveri in età pre scolare, cioè fra i 4 e i 6 anni, è crescita nel 2015 fino al 22,6% del totale rispetto al 15,9% dell’anno precedente. Impressionante poi una lettura ampliata del dato: in Italia, un minorenne su 10 è in condizioni di povertà relativa. Significa un’incidenza complessiva sul totale attorno al 10%, da paragonare, per comprendere l’indice di tendenza, al corrispettivo 3,9% del 2005.

La premessa occorre per spiegare i motivi che hanno spinto la fondazione “L’Albero della Vita” a porre in essere un esperimento sociale sulla povertà, il primo nel suo genere, e ad avviare la campagna segnata dall’hashtag #iodonofiducia.

L’esperimento sociale: no alla carità, quello che serve è la fiducia

L’esperimento, ritratto in un video disponibile sul web, è stato ambientato a Milano.

Il protagonista è un bambino che sembra chiedere l’elemosina, ma a tutti i passanti che si fermano risponde di non volere soldi. “Date fiducia al mio papà che ha perso il lavoro”, dice il bambino. Le reazioni dei passanti sono significative: in molti vorrebbero aiutare il bambino, qualcuno insiste per dargli almeno dell’acqua o dei soldi. Il concetto è lo stesso: potessero, lo aiuterebbero, ma in pratica non sanno come fare.

La campagna promossa da “L’Albero della Vita” mira a combattere l’assistenzialismo contrapponendo ad esso una forma differente di solidarietà sociale, che concretizzi l’aiuto ai minori tramite il ripristino di un clima di fiducia. La convinzione è che per uscire dalla povertà occorra prima di tutto sapere di poter contare sugli altri, un requisito essenziale per poter anche tornare a credere in se stessi.

La povertà del presente è un’ombra anche sul futuro

“La povertà colpisce i bambini per primi, i bambini più degli adulti” ha spiegato Ivano Abruzzi, il presidente della fondazione, “li colpisce oggi e porta la sua ombra verso il futuro, limitando le aspirazioni dei più piccoli quanto dei più grandi.

Per combatterla occorre sostenere i genitori nel disegnare un futuro diverso per se stessi e per i propri figli, offrendo loro opportunità di salute, di educazione, di socializzazione. E’ quello che oggi vogliamo sollecitare con la campagna #iodonofiducia nelle persone che vedono la povertà con i loro occhi, la toccano spesso con le loro mani, ma non sempre sanno che proprio loro possono fare la differenza”.

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