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Presidenziali USA 2016, Joe Biden non si candida

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Presidenziali USA 2016, Joe Biden non si candida

Dopo averne chiacchierato per mesi, soprattutto di recente, quando la stella di Hillary Clinton sembrava potersi appannare per le ombre dello scandalo email, questa settimana è arrivata la notizia vera, quella ufficiale: Joe Biden, attuale vicepresidente USA, non ha intenzione di candidarsi per la Casa Bianca.

Si tratta di una decisione definitiva e irrevocabile, comunicata dallo stesso Biden durante una conferenza stampa, basata sulla presa di coscienza che il momento, dal punto di vista personale, non consente di “mettere in piedi una campagna realistica per la presidenza”. Lo scorso maggio, Biden ha infatti perso il figlio Beau, morto per un tumore al cervello all’età di 47 anni. “Ho sempre detto che poteva essere che questo momento” ha dichiarato il vicepresidente “avrebbe chiuso la possibilità di mettere in piedi una campagna realistica per la presidenza, e sono arrivato alla conclusione che questa possibilità si sia chiusa”. “Ho intenzione di parlare chiaramente e con forza” ha poi aggiunto, riferendosi al fatto che non intende comunque mettersi da parte per quanto riguarda il mondo della politica, “e influenzare per ciò che posso il nostro partito e la direzione che abbiamo bisogno di prendere come nazione”.

Secondo alcuni sondaggi, già in questo momento, pur non avendo fatto alcuna campagna elettorale, Joe Biden godrebbe di almeno il 18% dei consensi all’interno dell’elettorato democratico, una percentuale niente male, un dato di partenza tale da far rimuginare molto quanti avrebbero gradito la presenza di una terza via fra Hillary Clinton (al momento attorno al 45%) e Bernie Sanders (fermo al 29%).

Hillary Clinton, pur essendo un candidato senza dubbio molto forte e pur essendo stata l’assoluta dominatrice del primo dibattito televisivo fra i candidati democratici, non è gradita proprio a tutti, sia a causa di certi atteggiamenti, ritenuti antipatici, autoritari, poco rassicuranti, sia per il banale motivo di portare il cognome che porta. Bernie Sanders, invece, accompagnandosi con il quasi impronunciabile (negli USA) attributo di socialista, non può, nella terra a stelle e strisce, che raccogliere un consenso molto di nicchia, a maggior ragione inopportuno in sede di un’eventuale competizione finale con un avversario repubblicano.

Del resto, è pur vero che Joe Biden si è già candidato per due volte alla presidenza USA, in entrambi i casi venendo respinto in malo modo. La prima nel 1988, quando fu pizzicato a copiare parti dei discorsi che pronunciava in campagna elettorale, la seconda nel 2008, quando le sue preferenze di partenza risultarono talmente basse da consigliare l’abbandono immediato di ogni proposito di proseguire.

È comunque giusto osservare che, anche in caso di candidatura, Biden sarebbe dovuto risalire nei sondaggi rubando quasi per intero il consenso di Sanders e andando a limare in modo non trascurabile quello di Hillary Clinton, operazioni entrambe per nulla semplici, in realtà.

Sanders è stato infatti, almeno finora, in forte crescita e, secondo molti, gode di un appoggio elettorale molto stabile, difficile da scalfire. Hillary Clinton, poi, è al momento più forte che mai. Già travolta da polemiche e scandali e da sempre oggetto di attacchi da ogni direzione, è ancora in ottima salute, salda nel ruolo di prima candidata democratica e seria pretendente alla vittoria finale.

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