Terremoto in Messico, sale a 273 il bilancio delle vittime

Terremoto in Messico, sale a 273 il bilancio delle vittime

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Terremoto in Messico, sale a 273 il bilancio delle vittime

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Terremoto in Messico, sale a 273 il bilancio delle vittime

Purtroppo sale a ben 273 in numero delle vite spezzate dal terremoto che ha colpito il Messico. Numerosi i bambini uccisi. I soccorsi non si arrendono.

Morte in Messico

Purtroppo dal Messico non arrivano buone notizie. Adesso il numero delle vite spezzate da questa drammatica calamità e fatalità sale a ben 273. Ci sono diversi bambini sfortunati che non diventeranno mai adulti. 100 altre persone sono invece disperse. Continuano incessantemente i disperati soccorsi.

Le vittime del terremoto aumentano

Si è ulteriormente insanguinato il bilancio, ancora provvisorio, del violento sisma di magnitudo 7,1, che ha colpito martedì il Messico. I morti accertati sono 273 ed oltre 100 dispersi. Lo ha ufficializzato il segretario generale del governo messicano, Miguel Osorio. Delle 273 vittime, 137 hanno perso la vita nella capitale Città del Messico (che sorge sull’ex lago di Texcoco, i cui sedimenti hanno amplificato l’effetto della scossa); 73 nella regione di Morelos; 43 in quella di Puebla, 13 nella regione di Città del Messico, 6 in quella di Guerrero e 1 in quella di Oaxaca, la più colpita dal precedente sisma che aveva devastato il Messico l’8 settembre.

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72 ore per trovare una persona viva sotto le macerie

Sono 72 le ore, almeno secondo l‘Organizzazione Mondiale della Sanità, in cui si può trovare viva una persona sotto le macerie.

Le squadre di soccorso (civili, militari, ma anche volontari) lavorano senza sosta attorno agli edifici crollati. Con oltre 100 morti, la capitale è stata la città più colpita dal terremoto di magnitudo 7.1. Le squadre di emergenza hanno tratto in salvo 53 persone tra le macerie.

Elogio dei soccorritori

Il Presidente messicano ha elogiato il lavoro dei soccorritori. “La priorità è ancora salvare vite e fornire assistenza medica a coloro che ne hanno bisogno”, ha detto Peña Nieto, che ha ringraziato per i messaggi di solidarietà ricevuti dai diversi paesi in tutto il mondo. “Il Messico ha risposto integralmente e con solidarietà”, ha poi sottolineato, aggiungendo che il lavoro di risposta al terremoto sarà effettuato in tre fasi: il sostegno alle vittime, il censimento dei danni e la ricostruzione, che comporterà la demolizione di edifici con “danni strutturali irreparabili”.

Messaggio di Mattarella

Numerosi i messaggi di cordoglio da tutto il mondo. Anche Mattarella, il Capo dello Stato italiano, ha voluto dare un segno di vicinanza allla popolazione e alle istituzioni inviando un messaggio presidente degli Stati Uniti Messicani, Enrique Peña Nieto: “Sto seguendo con profonda tristezza le drammatiche notizie che giungono dal suo Paese relative al nuovo devastante terremoto che ha colpito ieri il Messico.

In questi momenti così difficili, desidero esprimere, a nome del popolo italiano e mio personale, i più sinceri sentimenti di vicinanza, solidarietà e amicizia a lei, a tutto l’amico popolo messicano e alle famiglie delle vittime unitamente ai piu’ sinceri auguri di pronta guarigione per i feriti”.

Una storia falsa

Le autorità hanno nel mentre rivelato che la storia di una bimba di 12 anni, conosciuta come Frida Sofia, ancora viva ed intrappolata nella scuola elementare Enrique Rebsamen crollata martedì, è falsa. Lo ha precisato, scrive El Universal, il sottosegretario alla Marina Militare, Enrique Sarmiento Beltran. Secondo Beltran tutti gli studenti della scuola elementare, nel cui crollo sono morti 21 bambini e cinque adulti, sono deceduti o tratti in salvo. La voce è circolata sin da quando sono iniziate le ricerche per trarre in salvo i bambini rimasti tra le macerie della scuola ed effettivamente salvati. Nei giorni scorsi la stampa locale messicana aveva dato grande risalto alla storia parlando di una manina che spuntava dalle macerie, ma erano già emersi dubbi sulla vicenda.

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