Uomini e Donne al volante: sfatiamo i luoghi comuni

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Uomini e Donne al volante: sfatiamo i luoghi comuni

Quante volte le donne si son sentite dire: "donne al volante, pericolo costante" come presa in giro dagli uomini? Secondo automobile.it fin troppe.

Quante volte le donne si son sentite dire: “donne al volante, pericolo costante” come presa in giro dagli uomini? Secondo automobile.it fin troppe.

Il sito di compravendita online d’automobile.it ha deciso di fare una ricerca per scoprire cosa succede quando una donna si mette al volante: è vero che è un pericolo costante? Da dove deriva questa diceria?

Ne è venuta fuori un’infografica (“Uomini e Donne al volante – tutta la verità”) molto interessante, di cui ora vedremo i dettagli al fine da sfatare questo mito e fare il punto sulla situazione reale al giorno d’oggi.

Innanzitutto si può dire che sì, è vero, gli uomini guidano più delle donne (57% contro il 33%). Se vogliamo metterla in termini di distanza, gli uomini, in un’immaginaria gara di distanza, arriverebbero fino a Manila (11.500km da Roma, il punto di partenza), mentre le donne si fermerebbero poco prima: a Giacarta (10.600km). Sembra tanta la differenza, eppure suddivisa nell’arco di un anno solare, sta in soli tre chilometri giornalieri. Non molto, di fatto. Le cifre sopra riportate intendono mostrare quanto un guidatore tipo ha guidato in tutto il 2015.

Passiamo ora ad analizzare le tipologie di strada percorsa (autostrada, superstarada, cittadina etc..). Le strade più pericolose sono quelle urbane, dove si registrano, annualmente il 70% dei sinistri al maschile (71% quelli femminili). In autostrada, invece, sono decisamente minori: “solo” il 6%, valore pari tra uomo e donna. Vi è un’enorme differenza tra i due dati, ma le strade urbane sono palesemente piùpericolose anche per via dei pedoni e delle barriere architettoniche cittadine che rendono la guida molto meno fluida rispetto all’autostrada.

A questo punto viene da chiedersi dove sta la reale differenza tra i due sessi? La risposta non è difficle da trovare: nell’estetica della macchina stessa. Le donne, ritenute piùpragmatiche, ci mettono il 10% in meno rispetto agli uomini nel scegliere la macchina da guidare. Questi ultimi sono più sognatori e vanno a ricercare i particolari minimali e devono analizzare ogni elemento di potenza e funzionalità della macchina, mettendola a confronto con le altre presenti sul mercato.

La ricerca eseguita da automobile.it non si ferma qui, però. Hanno anche analizzato il motivo che ha fatto scatenare al diceria che una donna al volante sia un pericolo costante. Ecco cosa hanno scoperto.

L’analisi si basa, principalmente, sulla psicologia della donna e sulla valutazione del suo carattere. Naturalmente tenendo conto che viene preso in considerazione un campione specifico e che quanto segue non si applica a tutte le donne in blocco.

Le due ragioni emerse sono: distrazione, insicurezza e stress al volante. Secondo le statistiche, l’uomo è più ansioso quando guida ma è più bravo a nasconderlo perchè pensa a guidare, deve gestire solo quella situazione mentre la donna tende a pensare a cosa preparare per cena, alla spesa e al lavoro perciò risulta essere più distratta. Questa sensazione di insicurezza si trasmette, oltre che a chi è con loro in machcina, anche ai pedoni e agli altri guidatori, che non sempre sanno come gestire la situazione e prevedono fin da subito che a intasare il traffico sia proprio una donna (e nel 99% dei casi, lo è).

Le donne cosa ne pensano? Una su due, secondo l’iconografia, non si interessa minimente della questione, l’altra invece vuole cercare di capire come sfatare il mito. Per questo motivo, automobile.it fornisce dei consigli utili in fondo all’infografica stessa.

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