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Accordo Libano-Israele: le ultime novità sul ritiro delle truppe

Accordo Libano-Israele: le ultime novità sul ritiro delle truppe

Il Libano partecipa ai colloqui con Israele a Roma, mentre una delegazione militare statunitense arriva a Beirut per definire il meccanismo di attuazione dell'accordo

Il Libano ha confermato la sua partecipazione ai colloqui previsti con Israele la prossima settimana a Roma un passo significativo dopo mesi di tensioni e negoziati. La decisione arriva dopo che Beirut aveva inizialmente subordinato la propria partecipazione al ritiro delle truppe israeliane da alcune aree occupate nel sud del Paese.

Una delegazione militare statunitense è attesa a Beirut nei prossimi giorni per definire il meccanismo di attuazione dell’accordo quadro raggiunto tra i due Paesi.

L’accordo, firmato a Washington il 26 giugno prevede che l’esercito libanese inizi a schierarsi nelle zone pilota dalle quali Israele si ritirerà, a condizione del disarmo di Hezbollah.

Le zone pilota e il ritiro delle truppe israeliane

L’accordo non stabilisce un calendario preciso per il ritiro dal Libano meridionale dove Israele ha annunciato l’intenzione di mantenere truppe in un’area che si estende fino a 10 chilometri dal confine.

Secondo l’ambasciatore statunitense in Libano, Michel Issa è necessario evitare qualsiasi vuoto di sicurezza durante il ritiro delle forze israeliane.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno già iniziato i preparativi per il ritiro dalle prime zone pilota nel Libano meridionale. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) sta coordinando con Israele e Libano l’attuazione del piano.

Dopo la conferma del CENTCOM, le IDF si ritireranno e l’Esercito Libanese (LAF) assumerà il controllo delle aree.

Le dichiarazioni del presidente libanese Joseph Aoun

Il presidente libanese Joseph Aoun ha ribadito l’appello agli Stati Uniti affinché facciano pressione su Israele per attuare pienamente i termini dell’accordo. Aoun si recherà a Washington su invito del presidente Donald Trump dopo i negoziati previsti per il 15 e 16 luglio a Roma.

Le operazioni militari e la distruzione dei tunnel di Hezbollah

Nel frattempo, le IDF hanno annunciato di aver distrutto altri due tunnel di Hezbollah nella città di Majdal Zoun. I tunnel, lunghi circa 200 metri e profondi 20 metri contenevano numerosi rifugi, tre piattaforme di lancio e decine di armi. Queste strutture sotterranee rappresentavano la continuazione del grande impianto di produzione di droni che l’esercito israeliano aveva affermato di aver distrutto il mese precedente.

La situazione rimane complessa, con Israele che insiste nel mantenere una presenza militare nel sud del Libano fino al completo disarmo di Hezbollah. La partecipazione del Libano ai colloqui di Roma rappresenta un passo avanti significativo, ma molte sfide rimangono sul tavolo delle trattative.

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