Allarme per la farina di mais: ritirata dal Ministero della Salute
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Allarme per la farina di mais: ritirata dal Ministero della Salute

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Il Ministero della Salute ha diffuso l'allarme per alcuni lotti di farina di mais venduto in provincia di Brescia, che conterrebbero pericolose tossine.

È stato lo stesso Ministero della Salute a diffondere l’allarme per mezzo di un comunicato. La comunicazione segnala che i lotti di una particolare farina sono stati ritirati dal mercato. Il comunicato specifica: “Si tratta di una misura del tutto precauzionale“. Tuttavia il provvedimento si è reso necessario a causa della probabile presenza di mircrotossine all’interno della farina di mais. La segnalazione è stata pubblicata sul nuovo sito del Ministero della Salute, dedicato proprio agli allarmi alimentari. Maggiori informazioni sono dunque reperibile in rete.

La farina Ottofile

Al centro dell’allarme è proprio la farina di mais integrale Ottofile. Si tratta di una farina venduta in sacchetti da 500 grammi, prodotta dall’azienda La Grande Ruota srl. La ditta ha sede presso lo stabilimento alla via Cavalieri di Vittorio Veneto 1 nel Comune di Dello, in provincia di Brescia. I lotti segnalati portano tutti la data di scadenza del 30 dicembre 2017 e del 13 dicembre 2017.

Anche se, come segnalato, si tratta di un semplice provvedimento precauzionale, si evidenzia la possibilità che all’interno delle confezioni in questione possa essere presente una quantità di microtossine che supera le norme previste dalla legge.

Le tossine della farina

Le fumonisine, ovvero le microtossine trovate nella farina di mais, derivano dal genere di funghi Fusarium. Vennero scoperte nel 1988 in un campione di mais prodotto in una regione del Sud Africa. Nel mais il ciclo di contaminazione ha inizio con l’infestazione da parte di una farfalla, la Ostrinia nubilalis. Essa si ciba delle cariossidi di mais. Le feci dell’insetto sono il pabulum preferito di un’intera famiglia di funghi microscopici. I quali a loro volta rilasciano, tra i cataboliti, alcune molecole naturali dal forte potere tossico.

Nel 1970, dopo lo scoppio della leucoencefalomalacia nei cavalli in Sud Africa, venne associata la contaminazione del mais da parte del genere di funghi Fusarium verticilloides.

Sempre nella stessa zona, venne fatto uno studio sul probabile ruolo del Fusarium verticilloides all’interno della eziologia della carcinoma dell’esofago, un tumore raro che colpisce l’uomo. Proprio in questa zona la popolazione consumava spesso e volentieri il mais. Si riscontrò che il genere del fungo tossico era presente nel mais consumato da persone malate di cancro all’esofago. Presto si scoprì inoltre che il F. verticilloides era la causa della leucoencefalomalacia equina, nonché dell’edema polmonare acuto dei suini. Era inoltre responsabile della nefrotossicità e dell’epatotossicità nei ratti. Nonostante ciò, la natura di questa tossina non fu individuata fino al 1984. Solo in quell’anno si scoprirono gli effetti cancerogeni del fungo e si produsse pertanto uno stato di allarme verso il F. verticilloides.

I consigli ai cittadini

A questo proposito, Giovanni D’Agata, il presidente dello Sportello dei Diritti, rivolge ai cittadini un consiglio. Coloro i quali hanno comprato un prodotto che rientra nei lotti sottoposti al ritiro, devono recarsi dal loro rivenditore.

Dopo aver restituito la farina a rischio contaminazione, gli acquirenti verranno rimborsati e saranno fornite loro tutte le spiegazioni del caso. Lo Sportello dei Diritti sta divenendo un punto di riferimento fondamentale per la salute del cittadino e la sicurezza alimentare. Diffondere queste informazioni fondamentali rientra tra le sue principali mansioni.

[fonte: Wikipedia]

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