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Attentato Manchester Arena: il clochard eroe, “c’erano bambini pieni di sangue”

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Un clochard è intervenuto dopo l'attentato kamikaze alla Manchester Arena, il suo racconto è drammatico

Sono almeno 22 le vittime dell’attentato di Manchester compiuto da un 22enne nei pressi della Manchester Arena. Quella che per migliaia di persone doveva essere una serata di grandi emozioni, in occasione del concerto di Ariana Grande, si è trasformata in un dramma che difficilmente potranno dimenticare. Tra gli ‘eroi’, coloro che hanno assistito alle conseguenze dell’esplosione e hanno deciso di reagire e dare una mano ai feriti c’è anche Jones, un senzatetto che si trovava proprio vicino all’arena di Manchester e che stava dormendo quando ha avvertito il forte boato.

Anzichè allontanarsi l’uomo ha deciso di entrare per aiutare le vittime e, rintracciato ed intervistato da ITV, ha detto, ‘è stato solo istinto’.

Poi ha raccontato alcuni dettagli dei momenti drammatici immediatamente successivi l’attentato kamikaze: “C’erano bambini pieni di sangue, piangevano e urlavano. Avevano i chiodi nella faccia e nelle braccia, abbiamo dovuto tirarli via. Solo perché sono senza tetto non significa che non ho un cuore e non sono umano. Avevo bisogno di aiutarli – ha poi aggiunto – Vorrei pensare che qualcuno avrebbe fatto lo stesso con me.

È solo istinto”. Jones non è il solo che si è messo a disposizione: tanti residenti hanno offerto camere libere e chi si è trovato coinvolto mentre i tassisti hanno offerto corse gratuite alle persone che avevano bisogno di tornare a casa. “Ho portato persone che cercavano i propri cari – ha raccontato Il tassista AJ Singh ha detto a Channel 4 News – Le ho lasciate in ospedale. Non avevano soldi. Nei momenti come questo la solidarietà è fondamentale e a Manchester non è mancata”.

L’attentato è avvenuto il 22 maggio, giorno nel quale venne ucciso il soldato Lee rigby. Solo coincidenza?

A distanza di alcune ore dal terribile attentato, in molti si sono resi conto di un particolare legato al giorno nel quale è stato compiuto, ovvero il 22 maggio. Non è infatti un giorno qualunque perchè tornando al 2013, proprio il 22 maggio venne ucciso il soldato Lee Rigby per mano di due inglesi di religione islamica. L’omicidio avvenne a Woolwich, nella zona sudorientale di Londra, quando Michael Adebolajo e Michael Adebowale inseguirono il soldato, che stava camminando per strada, fuori servizio, a bordo di un’auto e dopo averlo investito lo accoltellarono e colpirono ripetutamente con una mannaia.

Una violenza a dir poco inaudita, che non si interruppe neanche dopo la sua morte perchè i due uomini lo trascinarono al centro della strada e, dopo aver mostrato le armi ai passanti, rivelarono di aver ucciso Rigby come vendetta per i numerosi islamici uccisi dall’esercito inglese con le bombe.

Oggi quel terribile giorno torna alla mente in quella che potrebbe essere solo una semplice coincidenza, oppure no.

Nato a Milano, classe 1983 è laureato in Comunicazione Digitale. Collabora con Notizie.it di cui, dal 2018, è direttore responsabile e ha scritto per Il Giorno, NewNotizie e Daily Word Italia.


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Daniele Orlandi

Nato a Milano, classe 1983 è laureato in Comunicazione Digitale. Collabora con Notizie.it di cui, dal 2018, è direttore responsabile e ha scritto per Il Giorno, NewNotizie e Daily Word Italia.

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