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Cabruja presenta il suo nuovo singolo, “Father Lucifer”: “Il mio omaggio a una grande artista”

I suoi alunni sono entusiasti di ascoltare la sua musica e lui non vede l'ora di farla conoscere al pubblico: così Cabruja si racconta nell'intervista.

Cabruja Father Lucifer

Anima caraibica a travolgente, solare, gentile e comunicativo: così Cabruja si è raccontato nell’intervista esclusiva, presentando il suo nuovo singolo, “Father Lucifer”, la cover che è un omaggio a Tori Amos, cantante americana di cui Cabruja è da sempre un grande ammiratore.

Cabruja presenta “Father Lucifer”

“Father Lucifer”, la canzone della cantautrice americana inclusa nell’album “Boys for Pele”, è prodotta da Raul Girotti e con la produzione artistica e l’arrangiamento di Giancarlo Di Maria, ha un carattere cinematografico che evoca sensazioni e immagini drammatiche di chiara epicità.

Tori Amos ha accompagnato la mia vita con la sua musica. Per questo, ho voluto omaggiare una grandissima artista scegliendo uno dei numerosi splendidi brani della sua discografia.

“Father Lucifer” è un brano misterioso e drammatico, che si lega alla perfezione con i temi presenti nel disco di prossima uscita: il viaggio fisico e metaforico, l’autoconsapevolezza, la dannazione e la luce”, ha dichiarato Cabruja.

Poi ha sottolineato: “Ho scelto alcuni dei miei brani preferiti di Tori Amos, ma “Father Lucifer” è quello più in linea con gli argomenti che volevo trattare nel mio album. Ci ho aggiunto una parte in francese dando alla canzone il mio marchio di fabbrica.

Non ho voluto limitarmi a replicare la sua canzone, imitandola tale e quale: non avrei mai osato. Ho deciso di riprendere dei versi delle “Litanie di Satana” di Charles Baudelaire. Sono versi molto belli e intensi, poetici e profondi. L’invito è imparare a conoscere e convivere con i nostri lati oscuri, spesso nascosti e frenati, ma necessari per definire davvero la nostra identità”.

Cabruja Father Lucifer

Cabruja, da “Father Lucifer” al nuovo album

La cover proposta da Cabruja, cantautore venezuelano ma genovese d’adozione, anticipa l’omonimo album, che rappresenta un viaggio a molteplici livelli: dal Venezuela all’Italia, dagli anni formativi dell’adolescenza all’età adulta, dall’amore alla solitudine, dalla mera esistenza alla consapevolezza di sé stessi, dalla vita alla morte. Cabruja omaggia gli artisti e le canzoni che l’hanno accompagnato durante la sua vita, dando a ciascuno un tocco intimo e personale, unico e sincero. Difficile individuare un fil rouge, “non è subito apparente”, ma intercetta sensazioni e immagini che fanno parte del mondo dell’artista. “Per me ogni brano contiene qualcosa di personale, c’è un mio vissuto che unisce le varie canzoni, ha aggiunto.

I brani inediti invece, scritti da Cabruja stesso, parlano del dialogo tra “un prima” e “un dopo”, un passaggio difficile ma necessario per l’evoluzione di una persona, così come l’inevitabile lutto da elaborare quando si lascia indietro una parte di sé stessi.

Cabruja Father Lucifer

Cabruja, da “Father Lucifer” ai prossimi progetti

Eduardo Losada Cabruja nasce a Caracas in Venezuela. Sin da bambino la musica rappresenta una costante della sua vita: muove i suoi primi “passi canori” all’interno del coro della scuola e in seguito partecipa a diverse rassegne, tra festival locali e produzioni. Accanto alla passione per la musica, Eduardo coltiva anche quella per le scienze, laureandosi in biologia presso l’Universidad Simón Bolívar, a Caracas.

Nel 2006 si trasferisce a Genova per un dottorato di ricerca in Microbiologia Molecolare. Durante questo periodo entra a far parte del Coro dell’Università di Genova e, per via del suo lavoro come divulgatore scientifico al Festival della Scienza di Genova, nel 2008 Eduardo conosce altri scienziati-musicisti con cui forma una cover band acustica con la quale si esibisce regolarmente durante il Festival negli anni successivi e partecipa a diversi eventi in Liguria.

Attualmente Eduardo lavora come insegnante di scienze in lingua spagnola in un liceo linguistico genovese e nell’autunno del 2021 esce il suo primo album da solista. Ma come coniuga le due anime, quella musicale e quella scientifica? E quali sono i commenti dei suoi alunni? “Musica e scienza sono due discipline solo apparentemente opposte. Cantare coinvolge processi biologici e chimici. La musica è molto legata all’aritmetica. Al Festival della Scienza di Genova ho conosciuto dei colleghi naturalisti appassionati di musica che mi hanno permesso di suonare con loro, cominciando a muovere i miei primi passi nel mondo della musica. Nell’ambiente scientifico conosco tanti appassionati di musica: una cosa non esclude l’altra. Essere docente di scienze mi permette di pagare le bollette e incidere album: la musica resta preziosa e centrale nella mia vita. Mi piace sentirmi completo, con molteplici sfaccettature”.

Poi ha svelato: “I miei alunni hanno scoperto con entusiasmo il mio animo artistico durante una festa di Natale, quando mi sono esibito con alcuni colleghi. Proprio i miei colleghi hanno fatto promozione tra gli alunni e sono diventato uno degli artisti della loro playlist. Sono contenti e ridiamo insieme, non sono troppo serioso”.

Quindi ha aggiunto: “Il 5 novembre uscirà il mio album, dopodiché vorrei realizzare una piccola band fatta di musicisti con i quali portare in giro la mia musica, affinché il pubblico possa conoscere me e le mie canzoni. Inoltre, voglio iniziare a giocare con la musica italiana, scrivendo tanto e lavorando ancora molto sulla musica”.

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