Cacciatore aggredito da un cinghiale ferito, vivo grazie ai suoi compagni
Cacciatore aggredito da un cinghiale ferito, vivo grazie ai suoi compagni
Cronaca

Cacciatore aggredito da un cinghiale ferito, vivo grazie ai suoi compagni

cinghiale

Un cacciatore di Masone è stato attaccato da un cinghiale ferito da arma da fuoco. I compagni del cacciatore lo hanno salvato uccidendo l'animale. Un cinghiale può attaccare senza motivo?

Un cacciatore di Masone, Enrico Puppo di 60 anni, è stato aggredito da un cinghiale nella giornata di ieri pomeriggio durante una battuta di caccia nei boschi della località di Berlino, nel comune di Rossiglione in Valle Stura. L’animale l’avrebbe attaccato senza tregua per il malcapitato cacciatore.

La dinamica, l’attacco del cinghiale

L’attacco del cinghiale è stato fulmineo e il cacciatore è rimasto cosciente per tutto l’iter dell’aggressione. Così ha raccontato: “Sono vivo. Ora è la cosa più importante. Ho provato un dolore talmente atroce che pensavo di morire. Devo ringraziare i miei compagni di caccia che sono intervenuti immediatamente, se no sarei stato ucciso”

Puppo, quindi, è rimasto cosciente durante l’attacco ed è ancora scioccato. Al momento si trova ricoverato in osservazione in un letto al primo piano dell’ospedale di San Martino, in pronto soccorso.

L’uomo ha riportato una frattura alla spalla destra e traumi alle gambe dovuti ai forti morsi del cinghiale.

Ai carabinieri di Rossiglione Puppo aggiungerà: “E’ stato un attimo.

Il cinghiale era stato ferito dall’arma da fuoco durante la battuta di caccia, mi ha caricato repentinamente senza avere il tempo di poter capire cosa stesse realmente accadendo, sono finito a terra e lì è iniziato il mio incubo. L’animale era decisamente grosso da quello che si possa immaginare e aveva una forza sorprendente. Sono stati momenti davvero interminabili. E il dolore che ho provato! Pensavo di dover morire da un momento all’altro. Il cinghiale mi azzannava alle gambe, una cosa terribile da provare”.

Nel mentre lo hanno soccorso i compagni di caccia, che hanno sparato all’animale trascinandolo via. Puppo su questo nutre una immensa gratitudine verso i compagni e dice loro: “Vi devo la vita, siete stati grandi!”. Questo è stata la salvezza dell’uomo ma non certo dell’animale.

Cinghiale, perché l’aggressione?

Un esperto di caccia riferisce in merito all’accaduto sostenendo prevalentemente che un animale ferito si difende solo quando è attaccato: “Nel momento in cui un cinghiale viene ferito e riesce a fuggire diventa un pericolo pubblico e non si ferma di fronte a nulla”.

Un evento in cui un cinghiale possa attaccare senza un motivo è cosa assai rara. Quindi, non succede in Italia ma in posti totalmente diversi per clima e popolamento. La nomea di un cinghiale che possa attaccare liberamente, per “diletto”, resta un evento così raro che non è mai accaduto se non per voci riportate dal mitomane di turno.

Dunque, un animale fa l’animale. Vive nel suo territorio. La domanda che potrebbe essere posta all’uomo potrebbe essere: “Se qualcuno venisse a casa vostra senza preavviso con un fucile e vi caricasse, e vi prendesse ad una gamba? Voi? Gli offrireste il thè con zollette di zucchero di canna?

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