Caivano: in fiamme discarica di ecoballe, densa nube tossica
Caivano: in fiamme discarica di ecoballe, densa nube tossica
Cronaca

Caivano: in fiamme discarica di ecoballe, densa nube tossica

Caivano

Maxi incendio nel sito di stoccaggio rifiuti di Caivano, in località Pascarola. Una densa e tossica nube nera è visibile ad almeno 50 Km di distanza.

Una nuova, densa ed enorme nube tossica si eleva nei cieli del Casertano. Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 25 luglio 2018, è scoppiato infatti un vasto incendio nel sito di stoccaggio di Caivano, in località Pascarola. A bruciare tonnellate di ecoballe derivanti dal materiale raccolto con la differenziata, tra cui diversi rifiuti plastici. Sono due, finora, gli intossicati. La colonna di fumo nero è visibile persino da Ischia e Capri e gli abitanti nelle zone attorno a Caivano “stanno avvertendo una puzza nauseabonda tipo petrolio bruciato”. Le fiamme potrebbero non essere domate non prima di due giorni. Il sindaco di Marcianise afferma: “Dobbiamo prendere questa gente, e i politici loro amici e complici, con i forconi”.

Rogo nella discarica di Caivano

Mentre alcuni giornali sostengono che “la Terra dei fuochi è una bufala” (cit. Il Tempo), dalla tarda mattinata di oggi nel sito di stoccaggio di Caivano stanno “bruciando tutte le cosiddette ‘ecoballe’ di rifiuti che di ecologico non hanno assolutamente nulla” come denuncia dalla sua pagina Facebook il movimento “Terra Nostrum Trentola Ducenta”. L’incendio è divampato alle ore 13:00 e attorno alle ore 16:00 “la situazione era ancora fuori controllo” nella discarica in fiamme in località Pascarola, della ditta di recupero rifiuti “Di Gennaro Spa”.

“Continua a bruciare tutto.

– avverte il movimento – La grandissima colonna di fumo nero è visibile a più di 50 chilometri di distanza, si vede perfettamente da Trentola Ducenta (Comune in provincia di Caserta, ndr), da tutto l’agro aversano, il litorale Domizio, e segnalata anche dalle isole, Ischia e Capri”. “Su metà agro aversano, il cielo risulta in parte oscurato dal fumo nero” si sottolinea infatti.

“Tantissimi stanno avvertendo una puzza nauseabonda tipo petrolio bruciato” viene inoltre precisato. Terra Nostrum scrive quindi che “la nube altamente tossica e carica di diossina, si sta dividendo tra il napoletano e il casertano”. “Questa sera – si aggiunge – inizierà la fase critica e pericolosa. L’assenza di ventilazione e la forte umidità nell’aria, favoriranno lo spostamento delle polveri sottili, delle nanoparticelle e della diossina ad altezza d’uomo e del suolo, depositandosi ovunque”.

Nuova tragedia ambientale

Ad andare in fiamme tonnellate di rifiuti plastici e vario altro materiale derivante dalla raccolta differenziata. Stando a chi si trova nei pressi della discarica, il denso fumo nero avrebbe oscurato persino il Sole. Sul posto Vigili del Fuoco, guardie ambientali, i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) e l’Esercito. Allertata ovviamente anche l’Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale) che avrà il compito di analizzare aria e terreno e stabilire la gravità dell’inquinamento provocato dall’incendio. La situazione è monitorata anche dalla Sma. In base a quanto riportano alcuni media locali, due persone sarebbero state soccorse da un’ambulanza perché rimaste intossicate.

“Ho allertato l’assessore Bonavitacola e l’Arpac che già è andata sul posto” informa il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Si tratta di una nuova tragedia ambientale che segue a poca distanza quella di San Vitaliano e che pone domande inquietanti sui sistemi di sicurezza di questi impianti che lavorano i rifiuti” evidenzia. “Ho allertato personalmente il Ministero dell’Ambiente e sono certa che il ministro Sergio Costa e il sottosegretario Salvatore Micillo, lavoreranno alacremente per comprendere dinamica e responsabilità di questo ennesimo disastro ambientale a danno della nostra terra” informa invece la deputata del MoVimento 5 Stelle Conny Giordano.

Secondo quanto apprende Fanpage.it nella discarica si sta cercando di spostare quante più ecoballe possibili per evitare che il rogo si propaghi ulteriormente, investendo l’intero piazzale. Il vasto incendio sta causando infatti alcuni problemi di spegnimento. C’è il rischio, quindi, che le fiamme non vengano completamente domate prima di “due giorni”.

Sindaco Marcianise: prendiamo i forconi

“A coloro che stanno operando sul posto la nostra massima solidarietà: sono degli eroi. Ai titolari di quest’impianto il nostro massimo disprezzo per quello che è accaduto. Massimo disprezzo!” scrive su Facebook Antonello Velardi, sindaco di Marcianise. “Si tratta – specifica – di un’azienda del gruppo De Gennaro, ben noto: gente che fa business con i rifiuti. E con la nostra pelle”.

“Il fumo nerissimo si sta girando, per effetto dei venti verso Marcianise”, che sorge al confine con Caivano, avverte quindi il primo cittadino che assicura un “monitoraggio della situazione”. “È una bomba ecologica” chiarisce quindi Velardi senza usare giri di parole. “Le fiamme stanno crescendo. È da mezz’ora che la situazione è diventata più drammatica. – aggiunge – La situazione potrebbe essere più grave di quella verificatasi una ventina di giorni fa a San Vitaliano, in una domenica che fu drammatica”.

“Sono sempre più convinto che bisogna chiudere tutti questi impianti per lo stoccaggio dei rifiuti: sono bombe ecologiche. – ribadisce il sindaco – A Marcianise li chiuderemo tutti, statene certi!”. “E sono sempre più convinto che dobbiamo prendere questa gente, e i politici loro amici e complici, con i forconi: – conclude – ci stanno uccidendo. Prendiamoli con i forconi!!!!”.

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