Caos politico Italia: spread in calo ed euro più forte
Caos politico Italia: spread in calo ed euro più forte
Economia

Caos politico Italia: spread in calo ed euro più forte

Incertezza politica e spread
Spread

Dopo le dimissioni di Giuseppe Conte in Italia regna il caos politico. Nonostante questo, lo spread è in calo e l'euro è in rialzo sul dollaro.

Lo scontro istituzionale che ha sancito la fine del governo Conte rischia di destabilizzare i mercati. Nella serata di ieri, Giuseppe Conte ha infatti rimesso l’incarico a premier dopo che Lega e MoVimento 5 Stelle si sono imputati su Paolo Savona quale ministro dell’Economia, nome poco gradito a Sergio Mattarella. Dopo oltre 80 giorni l’Italia non ha ancora un governo ma per fortuna il caos politico non sembra per il momento influenzare la Borsa. Lo spread infatti è in calo mentre l’euro è in rialzo sul dollaro.

Mattarella e l’allarme degli investitori

“L’incertezza sulla nostra posizione nell’euro ha posto in allarme gli investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri, che hanno investito nei nostri titoli di Stato e nelle nostre aziende” ha dichiarato ieri Sergio Mattarella. Giuseppe Conte ha infatti rimesso il mandato che il Capo dello Stato gli aveva conferito il 23 maggio. Nella sua breve dichiarazione al Quirinale, il premier indicato da Lega e M5S, però, non ha spiegato i motivi della rinuncia.

Lo ha fatto chiaramente e con toni molto duri poco dopo Mattarella.

In un discorso davanti alla stampa, il Presidente della Repubblica ha prima di tutto spiegato: “Avevo fatto presente, sia ai rappresentanti dei due partiti, sia al presidente incaricato, senza ricevere obiezioni, che, per alcuni ministeri, avrei esercitato un’attenzione particolarmente alta sulle scelte da compiere”. “Ho condiviso e accettato tutte le proposte per i ministri, tranne quella del ministro dell’Economia” spiega quindi il Capo dello Stato.

Per Mattarella infatti la sola idea di far arrivare in via XX Settembre l’anti-europeista Paolo Savona, che sembra stesse preparando un piano B per uscire dall’euro, ha messo in allarme gli investitori e i risparmiatori. “L’impennata dello spread, giorno dopo giorno, aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello Stato per nuovi interventi sociali” ha ricordato quindi Mattarella. “Le perdite in Borsa, giorno dopo giorno, bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e di chi vi ha investito.

E configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri concittadini e per le famiglie italiane”.

Spread in calo e Borsa in rialzo

Sergio Mattarella ha sottolineato che, come prevede la nostra Costituzione, è sua “responsabilità istituzionale” firmare i decreti di nomina dei ministri. Responsabilità che il Capo dello Stato non si è voluto prendere quando Giuseppe Conte gli ha presentato il nome di Paolo Savona. Poiché Lega e MoVimento 5 Stelle non sono riusciti ad indicare in alternativa “un autorevole esponente politico della maggioranza” come richiesto dal Quirinale, il governo pentaleghista è saltato.

Oggi Mattarella incontrerà l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli per affidargli l’incarico a formare il cosiddetto governo neutro del Presidente. In numeri in Parlamento per momento non sembrano esserci ma ciò non pare preoccupare i mercati. Questa mattina, infatti, Piazza Affari apre in forte rialzo, con il Ftse Mib che segna un più 1,5 per cento a 22.734 punti base.

Molto bene anche i titoli delle banche il cui indice settoriale guadagna oltre il 3 per cento. A trainare Unicredit e Banco Bpm (rialzi per oltre il 4 per cento).

Lo spread comincia invece a scendere. Ad avvio di giornata era a 190,3 punti base (nei giorni scorsi aveva toccato anche i 215 punti) anche se a metà mattina il differenziale tra Btp e Bund è tornato leggermente ad aumentare, arrivando a 195 punti base. Il rendimento del titolo decennale italiano è quindi in rialzo al 2,38%. Infine, si rafforza anche l’euro. La moneta unica è scambiata infatti a 1,1719 dollari, contro l’1,1661 di venerdì sera a New York. Lo scambio con lo yen, la moneta giapponese, è invece 128,2.

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