Il caso Minetti è tornato al centro dell’attenzione dopo l’avvio di nuove indagini e le verifiche sulle informazioni alla base della grazia concessa. Tra i punti più controversi emergono le ricostruzioni relative alle condizioni del minore adottato e al ruolo delle strutture sanitarie citate nella documentazione, mentre l’ospedale di Padova smentisce di aver mai avuto in cura il bambino, alimentando dubbi e ulteriori approfondimenti da parte della magistratura.
Caso Minetti: le indagini della Procura di Milano e il coinvolgimento dell’Interpol
Come riportato dall’Ansa, sul fronte giudiziario, la vicenda ha assunto una dimensione internazionale dopo l’autorizzazione del Ministero della Giustizia alla Procura generale di Milano per avviare nuovi accertamenti anche fuori dall’Italia. L’obiettivo è verificare se esistessero realmente tutti i presupposti necessari alla concessione della grazia, alla luce anche delle ricostruzioni giornalistiche de Il Fatto Quotidiano che ipotizzano dichiarazioni non corrispondenti al vero nella documentazione presentata.
In questo contesto si inserisce il ruolo centrale delle verifiche estere, che potrebbero riguardare anche l’Uruguay e i soggetti coinvolti nella vicenda dell’adozione.
La procuratrice generale Francesca Nanni avrebbe spiegato l’attivazione del canale internazionale affermando: “Abbiamo chiesto all’Interpol di svolgere con urgenza le indagini”, sottolineando la necessità di una ricostruzione rapida e approfondita dei fatti.
Le verifiche, definite “a tutto campo”, non si limiteranno a un solo aspetto ma comprenderanno persone, documenti e rapporti citati nelle inchieste, con particolare attenzione anche ai legami personali e alle eventuali procedure giudiziarie all’estero. Solo dopo l’acquisizione degli elementi dall’Interpol e dagli altri canali investigativi, la Procura potrà esprimere un nuovo parere al Ministero, che potrebbe essere rivisto alla luce delle risultanze raccolte.
Caso Minetti, scattano le indagini Interpol: l’ospedale smentisce tutto
Uno dei punti più delicati dell’intera vicenda riguarda il minore adottato da Nicole Minetti, indicato nelle carte della richiesta di grazia come affetto da una grave patologia e bisognoso di interventi specialistici complessi, anche con passaggi sanitari all’estero. Questa condizione sarebbe stata uno degli elementi utilizzati per motivare la concessione della clemenza “per motivi umanitari”. Tuttavia, la ricostruzione sarebbe stata messa in seria discussione da successive verifiche giornalistiche de Il Fatto Quotidiano e istituzionali.
Come riportato anche dal Corriere, l’Azienda ospedaliera universitaria di Padova pare abbia smentito qualsiasi coinvolgimento nella cura del minore, chiarendo in modo netto di “non avere mai avuto in cura il bambino”. La posizione è stata ulteriormente rafforzata dal direttore della Neurochirurgia pediatrica dell’ospedale, il professor Luca Denaro, che ha ribadito “di non avere mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino”.
Questa smentita pesa soprattutto perché, stando alle indiscrezioni del Corriere, nella documentazione per la grazia sarebbero stati richiamati presunti pareri specialistici italiani contrari all’intervento, tra cui quelli di strutture come il San Raffaele di Milano e lo stesso ospedale di Padova. L’intreccio tra queste affermazioni e le successive negazioni ha alimentato dubbi sulla completezza e sull’attendibilità delle informazioni sanitarie presentate, rendendo il nodo del minore uno degli aspetti più controversi dell’intera procedura.