Irene Ghergo è una delle figure più rilevanti della televisione italiana, autrice capace di contribuire alla nascita di programmi diventati veri fenomeni culturali. In una lunga intervista al Corriere ha ripercorso la sua carriera tra retroscena, incontri con grandi protagonisti del piccolo schermo e aneddoti che raccontano dall’interno l’evoluzione della TV dagli anni ’80 in poi, tra creatività, provocazioni e successi storici.
Nel suo racconto trova spazio anche Alfonso Signorini, ricordato come collega e amico, con cui ha condiviso esperienze professionali significative nel mondo dell’intrattenimento televisivo.
Irene Ghergo: dal mito di “Non è la Rai” ai grandi protagonisti della TV
Gran parte del racconto di Ghergo si concentra sugli anni d’oro della televisione commerciale e sui progetti che hanno segnato un’epoca.
Tra questi spicca la nascita di “Non è la Rai”, ideato in un contesto informale e quasi irripetibile: “Nacque in via dell’Anima, a casa di Berlusconi. Silvio credeva che fossi la moglie di Boncompagni: ‘Prego, signora, si accomodi’”. L’autrice ricorda un ambiente creativo caotico ma estremamente fertile, in cui anche le idee più bizzarre potevano trasformarsi in format di successo.
Non mancano i retroscena sul sodalizio tra Raffaella Carrà e Gianni Boncompagni, raccontati con tono vivido e ironico: “Lei arrivava alla riunione a passo di marcia. Con i capelli ricci, al naturale. Gianni era insofferente al rito, lo annoiava, però abbozzava. Si accomodava sul divano e dopo un minuto già russava”. E ancora, a proposito di “Pronto, Raffaella”: “La prima puntata di ‘Pronto, Raffaella’, Gianni scese dalla regia e le diede uno spintone: ‘Vai, tanto andrà tutto malissimo’. E alla prima telefonata in diretta un tizio la mandò affanc…”.
Lo sguardo si allarga poi ad altri protagonisti della televisione italiana come Maurizio Costanzo, ricordato per il suo pragmatismo creativo: “Alle riunioni per Buona Domenica c’era sempre il dramma dell’ospite che non poteva venire. Maurizio, imperturbabile: Togliete ‘a sedia“. Un insieme di aneddoti che restituisce il ritratto di una televisione fatta di intuizioni improvvise, tensioni, genialità e una continua sperimentazione che ha contribuito a definire l’intrattenimento italiano degli ultimi decenni.
Caso Signorini, parla Irene Ghergo: “È un caro amico. Sui social è stato un incosciente”
Figura centrale e spesso decisiva nella storia della televisione italiana, Irene Ghergo viene considerata una delle autrici più influenti del piccolo schermo. Nel corso della sua carriera ha collaborato con molti dei protagonisti più rilevanti dell’intrattenimento, contribuendo alla nascita di programmi diventati veri fenomeni di costume. In una lunga intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, l’autrice ha ripercorso momenti chiave della sua esperienza professionale, alternando ricordi, episodi inediti e riflessioni sui colleghi con cui ha condiviso il lavoro.
Tra i passaggi più personali emerge il rapporto con Alfonso Signorini, suo ex collega al “Grande Fratello”, descritto con stima e affetto ma anche con una punta di amarezza per alcune vicende recenti: “È un caro amico, un signore colto, un bravissimo conduttore. Non meritava quello che è capitato. Purtroppo sui social è stato un incosciente”. L’intervista diventa così anche uno sguardo sulle dinamiche del mondo televisivo contemporaneo, tra successi, esposizione mediatica e inevitabili controversie.
