Dopo anni lontano dalle competizioni, Clemente Russo torna sul ring a 44 anni per affrontare una nuova sfida nel pugilato professionistico. Il campione azzurro debutterà il 21 novembre a Milano contro il più giovane Momo Elmaghraby, riaccendendo una carriera che sembrava ormai conclusa.
Clemente Russo, l’annuncio sorprendente: “Torno sul ring a 44 anni”
Clemente Russo, 44 anni, ha deciso di rimettersi i guantoni dopo aver lasciato la boxe e aver archiviato una carriera ricca di successi. L’ex pugile azzurro, oro mondiale nel 2007 e nel 2013 e argento olimpico a Pechino 2008 e Londra 2012, tornerà a combattere il 21 novembre all’Allianz Cloud di Milano, affrontando Momo Elmaghraby, campione italiano dei mediomassimi.
Sarà il suo debutto tra i professionisti contro un avversario di 16 anni più giovane. In un’intervista all’Adnkronos, Russo ha raccontato come è maturata la decisione: «La decisione è maturata quasi per gioco, quando Edoardo Germani di Taf, The Art of fighting, mi ha fatto la proposta». Inizialmente pensava si trattasse soltanto di una provocazione, poi ha iniziato a valutare concretamente l’idea: «A me non interessano soldi o altro.
Devo solo capire se riesco a tenere il ritmo, i round, la resistenza, il colpo d’occhio». Il suo obiettivo, spiega, era soprattutto capire «se ero ancora io».
La preparazione procede bene e il pugile si dice in buone condizioni: «Sto molto bene. E poi, mentre alleno i ragazzi, vedo che tutto mi riesce». La voglia di tornare a combattere è arrivata dopo un lungo periodo lontano dalle competizioni. Russo aveva deciso di fermarsi dopo Rio 2016, sentendosi ormai appagato, ma successivamente era stato spinto a ripensarci dalla possibilità di partecipare a una quinta Olimpiade. Tra il 2016 e il 2021 aveva quindi ripreso ad allenarsi, senza però riuscire a qualificarsi per Tokyo a causa del Covid contratto poco prima delle selezioni. «Avevo finito le riserve e sentivo il bisogno di uno stop», ha raccontato.
Dopo circa un anno e mezzo lontano anche dall’insegnamento, all’inizio del 2023 ha però capito che «la boxe mi mancava». La decisione di tornare è stata accolta positivamente dalla famiglia, anche se con qualche preoccupazione. Russo ha spiegato inoltre di non voler avere le sue tre figlie a bordo ring: preferisce che lo seguano da casa, perché durante il match vuole essere completamente concentrato. «Quando entro nel palazzetto, sono in un’arena. Non voglio distrazioni», ha spiegato.
La preparazione con gli ex compagni e il futuro di Clemente Russo
Per affrontare il ritorno sul ring, Russo sta lavorando sulla condizione fisica con Daniele Cecchi, preparatore romano, mentre la parte tecnica verrà intensificata progressivamente in vista dell’incontro. Al suo fianco ci sono anche alcuni ex compagni della Nazionale, tra cui Giovanni De Carolis, Roberto Cammarelle, Giuseppe Perugino e Tommaso Rossano. «Quando finiamo di lavorare con i ragazzi chiudiamo le porte e facciamo il nostro allenamento», ha raccontato Russo, mantenendo riservati i dettagli della preparazione: «È top secret». Ancora da definire, invece, i componenti del suo angolo, che il pugile vuole affidare a persone con cui ha condiviso importanti momenti della carriera.
Russo ha poi risposto alle critiche sul possibile conflitto di interessi legato al suo ruolo di tecnico responsabile della Nazionale italiana e commissario tecnico della Nazionale Elite, incarichi che ricopre dal 2025. «Conosco il regolamento», ha sottolineato, ricordando di aver iniziato il percorso da tecnico nel 2009 e sostenendo che le norme consentano di essere contemporaneamente atleta e tecnico. «Non c’è nessun conflitto di interesse», ha affermato.
Quanto al futuro agonistico, Russo preferisce non fare programmi troppo lontani: tutto dipenderà da come andrà il combattimento del 21 novembre. «Vediamo come va questo combattimento. La mia umiltà dice che, se ci divertiamo, ne riparliamo». Tuttavia, nella sua mente c’è già una possibile data: 27 luglio 2027, quando compirà 45 anni. «Sarebbe bello chiudere con un match importante», ha ammesso. A guidare il suo ritorno resta una convinzione maturata durante una vita sul ring: «Chi nasce campione, per me, muore campione».
