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Morto il pugile Prichard Colón: dal match del 2015 ai danni cerebrali irreversibili

Morto il pugile Prichard Colón: dal match del 2015 ai danni cerebrali irreversibili

È morto Prichard Colón: il pugile aveva subito un grave trauma cerebrale nel match del 2015 che gli aveva cambiato la vita.

Prichard Colón è morto a 33 anni, undici anni dopo il drammatico incontro che gli aveva provocato gravi e irreversibili danni cerebrali. Il pugile portoricano era rimasto in coma per 221 giorni e aveva vissuto gli ultimi anni in condizioni fortemente compromesse a causa di una grave disabilità.

La tragedia sul ring e il lungo calvario di Prichard Colón

Prichard Colón è morto a 33 anni, a quasi undici anni dal drammatico incontro che aveva cambiato per sempre la sua vita. Il pugile portoricano aveva subito un gravissimo trauma cerebrale durante il match contro Terrel Williams, disputato il 17 ottobre 2015 all’EagleBank Arena di Fairfax, in Virginia. Prima di quella serata era considerato uno dei talenti più interessanti della boxe portoricana: diventato professionista nel 2012, aveva conquistato 16 vittorie nei primi 17 incontri, con numerosi successi prima del limite.

Durante il combattimento, Colón fu raggiunto più volte da colpi irregolari alla nuca, i cosiddetti “colpi di coniglio”, vietati dal regolamento. Al nono round il suo angolo decise di interrompere il match. Una volta negli spogliatoi, però, le sue condizioni peggiorarono rapidamente: arrivarono vertigini, vomito e infine la perdita di conoscenza. Gli esami evidenziarono un’emorragia cerebrale e un ematoma subdurale, con conseguenze neurologiche irreversibili.

Trasportato in ospedale, il giovane pugile rimase 221 giorni in coma. Al risveglio non era più in grado di parlare e camminare autonomamente e necessitava di assistenza continua. Negli anni successivi la famiglia ha seguito il suo percorso di cura e riabilitazione, mentre la sua vicenda diventava uno dei casi più conosciuti sui rischi dei colpi irregolari nella boxe.

 

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Colpi illegali alla nuca, danni cerebrali e 221 giorni di coma: morto Prichard Colón a 33 anni

A comunicare la scomparsa di Colón è stato il padre Richard Colón, che era stato anche il suo allenatore. Il messaggio è arrivato attraverso i social e ha raccolto il dolore di una famiglia che per quasi undici anni aveva accompagnato il figlio nella sua difficile quotidianità. “Mi dispiace informarvi della scomparsa del mio figlio Prichard da questo mondo terreno, ora è in un mondo migliore”, ha scritto il padre, ricordando anche uno dei desideri che aveva cercato di realizzare: “Ho fatto tutto il possibile per esaudire il suo desiderio, il suo sogno di portarlo in vacanza a Porto Rico che tanto desiderava, ma non è stato possibile”.

La storia di Colón aveva superato i confini dello sport: le immagini dell’incontro del 2015 e quelle successive al risveglio dal coma avevano attirato una grande attenzione anche sui social. La sua carriera si era conclusa quella sera, quando a soli 23 anni aveva visto interrompersi il percorso che lo aveva indicato come una delle promesse della boxe latinoamericana. Williams, nonostante i colpi contestati, non fu squalificato e lasciò il pugilato professionistico due anni più tardi.

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