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Come cambia il Reddito di cittadinanza?

Il Reddito di cittadinanza cambia e mette al centro la formazione dei riceventi.

Come cambia Reddito di cittadinanza

Dalla sua istituzione nel 2019, il Reddito di cittadinanza ha mostrato delle lacune nel suo funzionamento, sia nella scelta relativa a chi affidare i sussidi sia nella sua capacità di garantire un’occupazione ai richiedenti. Mario Draghi e il suo governo hanno deciso dunque di intervenire sulla misura cercando di renderlo più pratico e funzionale alla situazione nella quale andrà ad operare.

Come cambia dunque il Redditto di Cittadinanza?

Come cambia il Reddito di cittadinanza?

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha chiaramente detto che chi riceverà il sostegno dovrà essere necessariamente inserito in un percorso formativo, di lavoro o di studio. Stando infatti ai dati diffusi dall’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, più del 70% dei percettori del Reddito di cittadinanza hanno al massimo la terza media, mentre solo un 3% è in possesso di una laurea.

Questo crea inevitabilmente un disallineamento con le figure richieste dal mercato del lavoro, tanto che ad ottobre 2020 soltanto 200mila persone su più di un milione di riceventi risultavano occupati con un contratto di lavoro attivo.

Per quanto la modifica possa risultare più restrittiva rispetto alla precedente, l’obiettivo del governo è quello di andare ad allargare la platea di richiedenti, includendo ad esempio diverse soluzioni di sostegno fondamentale alle famiglie in crisi occupazionale a causa dell’emergenza coronavirus.

La sostanziale differenza è dunque da ricercare nel mettere al centro l’istruzione e la formazione anche delle persone con basso livello di scolarizzazione e coordinare meglio la disciplina con i centri per l’impiego. Inoltre, i percettori che accetteranno di lavorare per un periodo non superiore a sei mesi potranno tornare a ricevere il sussidio alla scadenza del contratto di lavoro con l’importo che non muterà rispetto a quanto era già stato calcolato in precedenza.

La volontà del governo di andare avanti con questo strumento che ha aiutato tante famiglie in questo lungo periodo di crisi è confermata anche dalla presenza nel Dl Sostegni di un miliardo di euro destinato al rifinanziamento del Rdc.

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