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Covid, ISS: “I no vax rischiano di morire 9 volte di più”

Covid, l'ISS spiega i rischi che corrono i no vax: possibilità 9 volte superiore di morire per il virus e 16 volte in più di finire in terapia intensiva

rischi no vax

Rispetto a un individuo che ha ricevuto la somministrazione di vaccino nei 5 mesi precedenti, chi sceglie di non farlo è 16 volte più a rischio di terapia intensiva.

Covid, l’ISS spiega i rischi per un no vax

In un report dell’ISS – Istituto Superiore per la Sanità – sono emersi numeri sorprendenti per quanto riguarda l’efficacia del vaccino e la protezione che garantisce.

Se viene ribaltata la prospettiva, invece, vengono alla luce gli inutili rischi che chiunque sceglie di non vaccinarsi corre.

Un non vaccinato rispetto a un vaccinato da meno di 5 mesi ha 10 volte più rischi di essere ricoverato per Covid, 16 volte in più di finire in terapia intensiva e 9 volte in più di morire per il virus.

Covid, ISS: diminuzione dell’efficacia del vaccino dopo 5 mesi

Nello stesso documento reso pubblico dal’ISS, il team di esperti conferma il calo di efficacia del vaccino a distanza di 5/6 mesi dall’ultima dose. Per questo motivo, è fondamentale aderire alla dose booster e nel caso sia necessario anche a ulteriori dosi future:

«In generale, su tutta la popolazione, l’efficacia vaccinale passa dal 73,5% nei vaccinati con ciclo completo entro cinque mesi, al 43,9% nei vaccinati con ciclo completo da oltre cinque mesi».

Per quanto riguarda la protezione da malattie gravi dovute dall’infezione del Covid-19, l’efficacia rimane piuttosto stabile anche passati i 5 mesi:

«Si osserva, infatti, una decrescita dell’efficacia vaccinale di circa otto punti percentuali, in quanto l’efficacia per i vaccinati con ciclo completo da meno di 5 i mesi è pari al 92,5%, mentre risulta pari all’84,8% per i vaccinati con ciclo completo da oltre 5 i mesi, rispetto ai non vaccinati».

Covid, ISS: contagi in aumento

L’istitito ha dedicato una parentesi del report all’incremento dei contagi che si sta verificando in queste settimane.

Nel periodo tra 15 e il 28 novembre, nella popolazione 0-19 anni in Italia sono stati segnalati 40.529 nuovi casi, di cui 161 ospedalizzati ma nessuno in terapia intensiva.

«Nell’ultima settimana si osserva un aumento dell’incidenza in tutte le fasce d’età, in particolare nella popolazione di età inferiore ai 12 anni, attualmente non eleggibile per la vaccinazione e che mostra un’incidenza più elevata rispetto alle altre fasce d’età. Nella classe di età 6-11 anni si evidenzia, a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un’impennata nelle ultime due settimane».

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