Le immagini di Giorgia Meloni e Pedro Sanchez che ballano il flamenco insieme hanno fatto il giro dei social, ma non sono riuscite a nascondere la tensione crescente tra Italia e Spagna. Lo scontro, che ha visto coinvolti anche i vicepremier italiani Salvini e Renzi, ha portato a una serie di ritorsioni diplomatiche e controlli rafforzati ai confini.
La crisi è iniziata con la decisione dell’Italia di sospendere il trattato di Schengen in risposta all’assalto di migranti a Ceuta, un’enclave spagnola in Marocco. Madrid ha reagito con una nota considerata “irrituale” da Palazzo Chigi, minacciando controlli a tappeto nei porti e aeroporti spagnoli, in particolare quelli delle isole come Ibiza, meta di migliaia di turisti italiani.
I controlli aerei e i timori per i turisti italiani
Il ministero dell’Interno italiano ha espresso preoccupazione per i possibili disagi ai connazionali in vacanza in Spagna. Report dell’intelligence italiana parlano di un rischio concreto di terrorismo e di un possibile nuovo assalto di migranti a Ceuta. La Spagna ha schierato tremila agenti e due navi davanti all’enclave per fronteggiare la situazione.
Intanto, in cinque aeroporti italiani (Linate, Malpensa, Bologna, Torino e Orio al Serio), i controlli su chi proviene dalla Spagna hanno portato all’identificazione di 15 soggetti senza titolo per entrare nel nostro Paese. Anche se non è chiaro se fossero passati da Ceuta, la situazione rimane tesa.
La reazione del governo italiano
Il governo italiano ha deciso di non fare marcia indietro sulla sospensione di Schengen fino al 15 agosto, nonostante le pressioni spagnole. “È un ricatto che l’Italia non può accettare”, ha dichiarato Giorgia Meloni in privato. La premier ha condiviso questa linea in una serie di telefonate con i ministri Tajani e Piantedosi e con il vicepremier Salvini.
La mossa di Pedro Sanchez è stata vista come un “segnale di difficoltà” del premier spagnolo, isolato in Europa sull’immigrazione e sotto attacco in patria. “Dobbiamo subito reagire”, è stata la linea concordata dal governo italiano, che ha risposto con una replica altrettanto muscolare.
Le accuse incrociate
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato che l’Italia non è l’unico Paese a praticare controlli ai confini. “In questo momento ci sono almeno una decina di Paesi in Europa che fanno lo stesso”, ha dichiarato, citando Germania, Francia e Slovenia. “Non si può toccare un governo a guida socialista”, ha aggiunto, riferendosi alle critiche spagnole.
Madrid ha accusato l’Italia di essere lo Stato membro con il maggior numero di attraversamenti irregolari negli ultimi anni, con cifre che hanno raddoppiato quelle della Spagna dal 2026. Tuttavia, la linea del governo italiano rimane ferma: fino al 15 agosto, nessun passo indietro.
