Le tensioni tra Stati Uniti e Iran stanno raggiungendo nuovi livelli di intensità, con una serie di attacchi e contrattacchi che stanno scuotendo la regione del Medio Oriente. La scorsa settimana, l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando centrale (Centcom) americano, ha presentato al presidente Donald Trump un piano per una campagna di raid intensi della durata di 10-14 giorni, mirati a ridurre le capacità missilistiche di Teheran.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Trump potrebbe scegliere tra raid mirati o la campagna proposta da Cooper, come risposta all’attacco iraniano contro obiettivi americani in Giordania. Nella notte, gli Stati Uniti hanno già iniziato una serie di attacchi, descritti come una potente risposta ai tentativi iraniani di colpire le basi americane in Medio Oriente.
Attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato di aver colpito tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, le petroliere avevano ignorato gli avvertimenti e continuato a seguire una rotta considerata pericolosa e illegale. Le forze navali dell’Irgc hanno dichiarato che le petroliere sono state colpite e costrette a fermarsi.
Risposta congiunta di Usa e Arabia Saudita
Il Centcom e le Forze Armate dell’Arabia Saudita hanno condotto attacchi di precisione in Iraq contro terroristi legati all’Iran. In una nota, il Centcom ha riferito che caccia americani e sauditi hanno colpito diversi siti logistici e depositi di armi nell’Iraq orientale, come risposta a oltre 30 attacchi con droni orchestrati dai pasdaran nelle ultime 72 ore. Gli attacchi ingiustificati contro le forze Usa non hanno avuto successo.
Impatto sul mercato del petrolio
Gli attacchi iraniani hanno avuto un impatto significativo sul mercato del petrolio, con un balzo di oltre il 3% nelle contrattazioni in Asia. Il Wti è salito del 3,73%, a 82,22 dollari al barile, mentre il Brent ha segnato un balzo del 3,03%, a quota 84,57. Tuttavia, il petrolio ha chiuso in calo a New York, con le quotazioni che hanno perso il 4,06% a 79,26 dollari al barile.
Sventati attacchi missilistici iraniani
Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha confermato l’attacco da parte dell’Iran, secondo cui le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno lanciato diversi missili balistici dall’Iran, nel tentativo di sferrare un attacco a sorpresa contro le forze statunitensi di stanza in Medio Oriente. Tutti i missili iraniani sono stati intercettati con successo, mantenendo alta la vigilanza e un elevato stato di prontezza operativa.
Reazioni internazionali e colloqui diplomatici
Il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha affermato che Teheran non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti, ma i colloqui con l’Oman stanno procedendo passo dopo passo. Gharibabadi ha ribadito che l’Iran non riconoscerà una rotta meridionale attraverso lo Stretto di Hormuz e ha affermato che le operazioni di sminamento sono di esclusiva competenza dell’Iran.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver concluso un incontro eccellente con il presidente Trump, sottolineando la piena collaborazione e il sostegno reciproco per garantire che l’Iran non possieda armi nucleari. Gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti hanno creato la prima task force bilaterale centrata sull’accelerazione dello sviluppo di applicazioni militari dell’intelligenza artificiale, con il team con sede ad Abu Dhabi composto da circa 20 tra americani ed emiratini specializzati in AI, dati e cybersicurezza.
Le tensioni continuano a crescere, con proteste alla Casa Bianca durante la visita di Netanyahu e dichiarazioni di Teheran pronte a prendere in considerazione qualsiasi azione per mantenere il controllo sullo Stretto di Hormuz. La situazione rimane critica, con un rapido deterioramento della situazione in Cisgiordania e un’escalation di violenze che minacciano di esacerbare ulteriormente la crisi regionale.
