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Bimbo morto per circoncisione: le parole del padre
Cronaca

Bimbo morto per circoncisione: le parole del padre

ambulanza

Il bambino è morto a soli 5 mesi a causa di un'emorragia provocata dal tentativo di circoncisione effettuata in casa dai genitori.

Nella notte tra Venerdì 22 e Sabato 23 Marzo 2019 un bambino di soli 5 mesi è morto a causa di un’emorragia provocata dai genitori durante il tentativo di circoncidere il neonato in casa, senza le necessarie misure di sicurezza. La coppia è accusata di omicidio colposo.

Secondo quanto riportato dal sito imolaoggi.it, il padre del bimbo ghanese ha rilasciato un’intervista a Il Resto del Carlino, in cui spiega quanto accaduto. “Se mio figlio è morto è perché Dio l’ha chiamato. La colpa non è mia: ho semplicemente fatto quello che Lui, attraverso la Bibbia, mi chiede per essere un buon cristiano”. L’uomo poi continua, dicendo come nel libro sacro sia espressamente scritto (Esodo, quarto capitolo, versetto 26): “bisogna circoncidere i figli. La cultura ebraica ce lo impone. Dio stesso ce lo impone. Questo è un passaggio necessario per aspirare all’aldilà“.

“Non ho colpe per la morte di mio figlio”

Il 40enne, residente con la famiglia a Scandiano, paese di circa 25mila abitanti a sud di Reggio Emilia, dice di non avere colpe per la morte del bambino: “Se qualcuno crede che io l’abbia ammazzato si sbaglia la domanda in questo caso è da porre a Dio: l’ho visto in sogno.

Mi ha chiesto di farla (la circoncisione). Ho pregato, proprio come avevo fatto nelle due precedenti operazioni”. L’uomo si chiede quindi cosa sia andato storto in questa occasione visto che le circoncisioni sugli altri due figli le aveva fatte lui stesso.

Il padre del bambino poi prosegue con il racconto dicendo che appena era nato il bambino aveva chiesto ai medici dell’ospedale di Reggio Emilia di fare la circoncisione. Come spiega la dottoressa Manola Marini a Bologna Today, questa operazione è coperta dal servizio sanitario solo per motivi sanitari.

Nel frattempo, la Procura di Reggio Emilia ha disposto l’autopsia sul corpo del bambino per cercare di capire le cause esatte del decesso. A questo proposito, il padre sembra non accettare o non capire le conseguenze e le responsabilità del suo gesto: “Ma perché qualcuno dovrebbe intervenire? Questo dolore appartiene alla mia famiglia, non ad altri. Voglio continuare a vedere i due maschietti, devono vivere con me.

Parliamo di una cosa privata, e così deve rimanere“.

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