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Open Arms, altri migranti si gettano in mare e tentano la traversata

In mattinata, diversi migranti a bordo della Open Arms si sono gettati in acqua e hanno tentato di raggiungere la terraferma a nuoto.

Open Arms
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Dopo lo sbarco a Lampedusa dei 27 minori “di cui 8 in realtà sono maggiorenni” (secondo le dichiarazioni di Matteo Salvini), la ong Proactiva Open Arms ha scritto su Twitter: “Ora ci auguriamo che possano scendere tutti”. E proprio lo scorso sabato 17 agosto 2019 il medico della Sanità marittima con gli uomini della Squadra mobile e della Guardia costiera hanno effettuato un’ispezione a bordo dell’imbarcazione.

Su input di Salvatore Vella, procuratore aggiunto di Agrigento, non ci sarebbe nessuna emergenza sanitaria, ricorda Il Giornale. Infatti, pare non siano emerse “patologie particolari importanti dal punto di vista medico”, anche se risultano “molto stanchi e provati dalla lunga permanenza sulla barca”. Così si legge nella relazione che è attualmente al vaglio della Procura di Agrigento, che intanto ha aperto un’indagine contro ignoti per sequestro di persona e violenza privata.

Ci sarebbero però dei casi di scabbia, sebbene la notizia non sia ancora stata confermata.

Tuttavia, nella tarda serata di lunedì 19 agosto un altro migrante si è gettato in mare nel disperato tentativo di raggiungere terra. L’uomo è salvo grazie al pronto intervento della Guardia Costiera. Sempre in serata sono state eseguite altre 8 evacuazioni di emergenza più un accompagnatore.

Open Arms, migranti in mare

La situazione a bordo della Open Arms is fa sempre più tesa e i soccorritori a bordo parlano di una situazione “sempre più simile a quella di un centro di detenzione libico“. Nella mattina di martedì 20 agosto, altri migranti si sono gettati in acqua e hanno tentato di raggiungere Lampedusa a nuoto, attraversando un tratto di mare di 700 metri.

L’allarme della Ong

Su Facebook Matteo Salvini non ha tenuto nascosto il suo pensiero sulla Open Arms.

“Malati immaginari, minorenni immaginari, adesso emergenze sanitarie immaginarie… La Ong Open Arms e i suoi complici stanno raggiungendo il massimo del ridicolo, gli Italiani sono buoni ma non fessi”. Prima aveva detto: “Invece di andare in un porto spagnolo, questi ‘signorì tengono in ostaggio gli immigrati a bordo (fra cui finti malati e finti minorenni) solo per attaccare e provocare me e l’Italia. Non mi fate paura, mi fate pena. Io non mollo”.

In tutta risposta, la Ong spagnola continua la sua battaglia “#perunportosicuro” e in un post su Twitter scrive che è pronta ad “andare avanti. Per tutti” fino a quando le persone a bordo (oltre ai 27 membri dell’equipaggio) non saranno fatte sbarcare. Al suo diciannovesimo giorno di attesa a mezzo miglio da Lampedusa, il fondatore Oscar Camps attacca: “La situazione comincia ad assomigliare a quella di un centro di detenzione libico”.

Domenica 18 agosto altri quattro migranti si erano gettati nelle acque del Mediterraneo e in quell’occasione erano stati i volontari della Ong a recuperarli.

Nel frattempo dalla Ong hanno espresso il rifiuto di muoversi per raggiungere il porto delle Baleari, messo a disposizione dal governo spagnolo per l’impossibilità di affrontare il mare in queste condizioni. Al momento si attende il piano del governo che ha offerto di accompagnare i migranti con una nave della Guardia Costiera.

Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.


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Asia Angaroni

Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.

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