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Coronavirus, separati dalla quarantena: papà rivede figlia disabile

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Un papà e sua figlia disabile si rivedono dopo settimane di separazione, per via della quarantena ospedaliera da Coronavirus.

Coronavirus, divisi dalla quarantena padre e figlia disabile si rivedono
Dopo settimane separati per la quarantena del padre malato, la figlia disabile lo rivede ma è positiva al Coronavirus.

Un papà rivede sua figlia, disabile, dopo giorni di separazione da quarantena perché positivo al Coronavirus. Francesco Saverio Papagno, ingegnere romano di 75 anni, ha dovuto lasciare a casa la figlia Federica, 42, quando ha iniziato a sentirsi male e ad avere la febbre alta.

Lui era ricoverato presso il Policlinico Gemelli di Roma, struttura dov’è stato costruito il Covid 2 Hospital.

Papà e figlia disabile insieme in quarantena

Quando il papà è andato in ospedale in ambulanza, Federica piangeva e così ha fatto spesso nelle videochiamate che i due si dedicavano giornalmente.

In un secondo momento, si è scoperto che anche lei era positiva al Coronavirus e da allora la situazione è leggermente cambiata.

Francesco ora sta trascorrendo la quarantena post ospedaliera presso una suite del Marriott Hotel di Roma. In camera con lui c’è Federica, che nella sfortuna di aver contratto il virus è riuscita così a raggiungerlo.

“Ci siamo rivisti dopo più di due settimane, che commozione: lei ha solo me capite?”, ha detto il papà, vedovo da 10 anni.

Coronavirus, la vita dei dimessi

Grazie alla disponibilità dei proprietari dell’hotel e al supporto della Regione Lazio, i dimessi dal Policlinico Gemelli che non possono tornare a casa, trovano un luogo accogliente dove passare il tempo. Federica e suo papà, come gli altri ospiti, hanno un kit che comprende smartphone, termometro e saturimetro: due volte al giorno devono inviare un report ai medici.

“Voglio ringraziare tutto il personale sanitario e non, e anche chi resta a casa perché dimostra rispetto per noi e per persone come il signor Papagno e Federica”, ha detto il professor Barillaro, che si sta occupando dei pazienti dimessi dal Gemelli.

In questa fase, è importante mantenere un filo diretto con queste persone, perché molto delicata: “Chi ha vissuto paure e isolamento si ritrova un po’ più libero ma sempre confinato”, ha spiegato il dottore, “Succede che si slatentizzino tanti aspetti psicologici che fino a quel momento erano repressi”.

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine.


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Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine.

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