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Coronavirus, la veglia pasquale del Papa nella Basilica di San Pietro

Papa Francesco ha dato inizio alla veglia pasquale nella basilica di San Pietro deserta per via dell'emergenza coronavirus.

papa veglia pasquale

In seguito all’emergenza coronavirus, anche la Veglia Pasquale risulta diversa dal solito. Ad esempio la benedizione del fuoco non è stata svolta fuori dalla Chiesa di fronte ai fedeli per evitare assembramenti, optando per l’accensione diretta del Cero Paquale.

La messa di Papa Francesco

Papa Francesco ha dato inizio alla veglia pasquale nella basilica di San Pietro deserta per via dell’emergenza coronavirus. Una celebrazione liturgica caratterizzata da un grande numero di letture che ripercorrono la storia della salvezza e della redenzione.

Parla di speranza e coraggio Papa Francesco, raccontando del sepolcro vuoto di Cristo che vince la morte, così come scritto nei Vangeli. In particolare è partito dal racconto delle donne che il giorno dopo la crocifissione si recano al sepolcro vuoto dove trovano un angelo che invita loro a non avere paura.

Non temete: ecco l’annuncio di speranza.

È per noi, oggi. Sono le parole che Dio ci ripete nella notte che stiamo attraversando”. La resurrezione, infatti, dà a tutti il diritto di sperare: “Non è mero ottimismo, non è una pacca sulle spalle o un incoraggiamento di circostanza. È un dono del Cielo, che non potevamo procurarci da soli”.

In seguito papa Francesco afferma: “Tutto andrà bene, diciamo con tenacia in queste settimane, aggrappandoci alla bellezza della nostra umanità e facendo salire dal cuore parole di incoraggiamento.

Ma, con l’andare dei giorni e il crescere dei timori, anche la speranza più audace può evaporare. La speranza di Gesù è diversa. Immette nel cuore la certezza che Dio sa volgere tutto al bene, perché persino dalla tomba fa uscire la vita”. Per poi aggiungere: “Una parola che nei Vangeli esce sempre dalla bocca di Gesù. Una sola volta la pronunciano altri, per dire a un bisognoso: ‘Coraggio! Alzati‘ (Mc 10,49). È Lui, il Risorto, che rialza noi bisognosi. Se sei debole e fragile nel cammino, se cadi, non temere, Dio ti tende la mano”

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