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Vittorio Feltri contro i meridionali: tutte le offese del giornalista

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Quelle contro i meridionali pronunciate da Feltri il 21 aprile sono soltanto le ultime di una lunga serie di offese susseguitesi negli ultimi anni.

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Hanno suscitato grande scalpore le frasi contro il Sud e pronunciate da Vittorio Feltri nella puntata del 21 aprile del programma televisivo Fuori dal coro, dove il direttore di Libero ha definito i meridionali esseri inferiori, ma non è certo la prima volta che il giornalista bergamasco lancia i suoi strali contro la popolazione del mezzogiorno d’Italia.

Nel corso degli anni infatti ha avuto più volte modo di manifestare le sue attenzioni nei confronti del Sud, e in particolar modo verso la città di Napoli: vediamo alcuni degli esempi più recenti.

Vittorio Feltri contro i meridionali

È proprio sul capoluogo partenopeo che negli ultimi anni Vittorio Feltri ha concentrato tutti i suoi sforzi, attaccando la totalità dei suoi abitanti con giudizi generalizzati e pressapochisti, come quando su un presunto caso di colera curato in un ospedale della città campana titolò in prima pagina su Libero: “Torna il colera a Napoli. Lo portano gli immigrati”. Più eclatante senza dubbio è però il suo disinvolto utilizzo della parola “terrone” adoperata anche per descrivere l’assetto costituzionale fuoriuscito dalle ultime elezioni, quando fece uscire nelle edicole il suo Libero con il titolo: “Ai meridionali 3 cariche istituzionali su 4, comandano i terroni”.

Un’intolleranza nei confronti del Sud che non ha freni nemmeno quando il nostro Feltri si trova ospite proprio a Napoli. In occasione di un convegno all’Università Suor Orsola Benincasa il giornalista fece infatti riferimento ai casi di falsi invalidi riscontrati nel rione Santa Lucia di Napoli affermando: “Il rione con più falsi invalidi? A Napoli”.

Le critiche a Camilleri

In molti però senza dubbio ricorderanno le frasi con cui il direttore di Libero apostrofò lo scrittore siciliano Andrea Camilleri per commemorarne la morte avvenuta nel luglio del 2019. In quell’occasione infatti, Feltri si rivolse così nei confronti del Commissario Montalbano all’interno del suo personale coccodrillo su Camilleri: Un terrone che ci ha rotto i coglioni almeno quanto suo fratello Zingaretti, segretario del Partito Democratico”.

Frasi che all’epoca non andarono proprio giù al giallista napoletano Maurizio De Giovanni, il quale ripose a Feltri con le seguenti parole: “Per avere i coglioni rotti bisogna averli.. E se fosse lei ad averli rotti a tutti? Che vigliacco a dirlo adesso, che non può rispondere. Ma ci siamo noi”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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raffaele vairo
22 Aprile 2020 16:20

Il razzismo è frutto di imbecillità. Ma può essere, come nel caso FELTRI, la manifestazione del pensiero di una persona con il complesso di inferiorità. Solo lo psicanalista può ricercare e individuare le cause di questo stupido antimeridionalismo, inspiegabile in una persona di cultura quale si suppone sia un giornalista investito della carica di direttore. Comunque, io, di origine meridionale, vivo al Nord dove ho conosciuto persone di valore che distinguevano il prossimo con criteri del tutto diversi. Non certo per il luogo di origine.


Contatti:
Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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