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Coronavirus, il pediatra: “Sui bambini infiammazione che non conosciamo”

Un pediatra lancia l'allarme: il coronavirus sviluppa nei bambini guariti un'infiammazione che non conosciamo, non è la Kawasaki.

coronavirus infiammazione bambini
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Andrea Campana, un pediatra dell’ospedale Bambino Gesù di Palidoro, ha avvertito che l’infiammazione che sviluppano i bambini guariti dal coronavirus non è conosciuta. Infatti, molti esperti avevano trovato un collegamento tra la sindrome di Kawasaki e il coronavirus, ma potrebbe invece trattarsi di qualcosa che non conosciamo.

Nonostante esista davvero questo collegamento, potrebbe non essere l’unica conseguenza possible. Il pediatra, in queste settimane trascorse a contatto con i piccoli pazienti, ha notato l’insorgere di una sindrome infiammatoria che colpisce i bambini dopo essere guariti. Ma non si tratta di Kawasaki.

Coronavirus, infiammazione sconosciuta nei bambini

“Si parla molto di ‘sindrome Kawasaki’“, ha esordito Andrea Campana. Questa malattia “si presenta con febbre, bocca secca, congiuntivite e sintomatologia infiammatoria, colpisce i bimbi tra gli 1 e gli 8 anni”, ma “con la somministrazione di immunoglobuline in genere in 24 ore sfebbrano”. Quello che invece ha notato il pediatra è che i bambini guariti dal coronavirus sviluppano un altro tipo di infiammazione, che non conosciamo.

“Non ha i marcatori della Kawasaki, li ha più simili a quelli che compaiono nell’adulto, e colpisce bambini più grandi“. Inoltre, si presenta molto dopo la guarigione da Covid-19.

“Su 41 bambini che abbiamo ricoverato – ha spiegato ancora il dottor Campana – ne abbiamo 3 con questa sindrome. Due sono ancora in terapia intensiva, uno è tornato in reparto, ma stanno tutti meglio.

E tutti hanno avuto l’aggravamento dopo due o tre settimane dal tampone negativo. Per fortuna ovviamente continuiamo a monitorare i bambini ‘guariti’, e siamo subito intervenuti”.

I sintomi di questa nuova sindrome sconosciuta sono febbre alta, dolori addominali e dolori articolari. Non presentano solitamente problemi respiratori, ma se si arriva a intaccare diversi organi si potrebbe arrivare a un tragico epilogo. “L’importante ha sottolineato il pediatra – è vedere i parametri prima che la situazione degeneri e noi interveniamo sempre precocemente, non vogliamo vedere quadri di problemi multiorgano. Li trattiamo con potenti antinfiammatori, oltre al costante monitoraggio, e i segnali sono incoraggianti”.

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