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Fase 2, Rezza: “Troppa euforia in giro, bisogna essere prudenti”

La fase 2 ha preso il via il 4 maggio, ma Gianni Rezza dell'Iss è preoccupato: "Per consolidare i risultati bisognerebbe essere molti cauti".

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Il mare è veicolo di Coronavirus? Il dottor Gianni Rezza risponde ad alcuni dubbi.

Gianni Rezza esprime i suoi timori e le sue preoccupazioni dopo l’inizio della fase 2: “Troppa euforia in giro”, ha commentato il direttore dell’Iss. Rezza ha voluto ricordare che per consolidare i risultati raggiunti fino a oggi occorre mantenere la prudenza.

“I casi positivi che compaiono oggi nei dati – ha poi aggiunto – sono risalenti a contagi di qualche settimana fa. Il problema è capire cosa succede ora“. E infine: “Non posso essere ottimista fino a quando il virus è in giro e non c’è un vaccino”.

Fase 2, Rezza: “Sono preoccupato”

“Io sono molto preoccupato“, ha ammesso Gianni Rezza in un’intervista al Messaggero. “C’è un effetto di mobilità della popolazione che un minimo di rischio lo comporta – ha spiegato il direttore dell’Iss -. Fino ad oggi abbiamo vissuto in una campana di vetro, la trasmissione del virus era solo intra familiare o in strutture come le Rsa. E poi mi spaventa l’effetto euforia”.

La gente deve ritenersi “disposta a mantenere comportamenti sicuri, dal distanziamento al lavaggio frequente delle mani fino ad indossare le mascherine”.

“Se invece le persone pensano ‘vabè, abbiamo scampato il pericolo’ allora è un problema”, ricorda l’esperto. “Il pericolo – sottolinea infine – non è scampato, il virus è sempre in agguato. Bisogna essere prudenti e graduali nella ripresa. E poi c’è quello che deve fare la sanità pubblica”.

Infine, una riflessione sugli spostamenti da Nord a Sud: “Mi preoccupano – ha confessato Rezza -. Spero non sia un esodo biblico. I governatori del Sud hanno chiesto un isolamento domiciliare per chi rientra. Spero prevalga buon senso, responsabilità e desiderio di non mettere a rischio un proprio familiare”. Attenzione anche all’uso dei mezzi pubblici: “Chi può, prosegua con il telelavoro, è assolutamente produttivo”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Marco Grazi
5 Maggio 2020 09:30

Se stiamo a sentire questi “esimi scienziati” moriremo di fame e depressione, altro che virus.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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