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Coronavirus, fase 2: le differenze tra le ordinanze delle Regioni

Inizia la fase 2 in Italia, ma nelle Regioni ci sono regole diverse: tutte le differenze su cosa si può e non si può fare.

fase 2 regioni
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Il nuovo Dpcm del premier Conte del 26 aprile scorso ha delineato le riaperture in vista della fase 2 specificando un preciso calendario. Le Regioni, però, hanno provveduto a emanare ulteriori ordinanze che talvolta, – anziché restringere il campo – hanno allentato le restrizioni previste a livello nazionale.

Così, ad esempio, la Calabria ha sfidato il governo e ha deciso che i bar e i ristoranti possono riaprire dal 30 aprile, mentre in Veneto sono state tolte tutte le restrizioni imposte dal lockdown. Le ordinanze delle Regioni, però, hanno causato confusione tra i cittadini che – tra le differenze nella pianificazione fase 2 – non sanno come orientarsi in vista della ripresa. Tutti i dettagli sulle ordinanze regionali italiane.

Fase 2, differenze tra le Regioni

Regione che vai, fase 2 che trovi: le ordinanze emanate dai governatori dei singoli territori non hanno che creato differenze e confusione tra i cittadini. Infatti, se il Dpcm del premier Conte aveva dato una linea nazionale basata sulle indicazioni del comitato tecnico scientifico, all’alba del 4 maggio molti si trovano disorientati e persi. Conte aveva annunciato e ribadito che con la fase 2 – di convivenza con il virus – non si attuerà un “liberi tutti”, ma solo un progressivo e graduale allentamento delle misure.

Sulla base di questa premessa, quindi, aveva esposto il calendario delle riaperture, accolto da sdegno e rabbia da cittadini e governatori.

A partire dal 4 maggio torneranno al lavoro 4,4 milioni di italiani. Il governo ha specificato che per recarsi al lavoro non servirà l’autocertifcazione, ma sarà sufficiente esibire un tesserino. È possibile a che spostarsi nei Comuni all’interno del territorio regionale per raggiungere i congiunti.

Una serie di ordinanze a livello territoriale hanno poi provveduto a differenziare la ripresa nelle singole Regioni italiane.

Il ministro agli Affari Regionali Boccia, comunque, ha dichiarato che il 95% delle disposizioni regionali si trova in linea con il Dpcm, mentre un 5% sarebbe non conforme. Passiamo dunque in rassegna le disposizioni emanate dai singoli governatori.

Calabria

La prima Regione che ha disposto la riapertura completa delle attività è stata la Calabria. Jole Santelli ha infatti dichiarato che dal 30 aprile è “consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio e tavoli all’aperto“. Di fronte alla diffida che il governo ha già preparato contro la Regione, Santelli ha dichiarato che non ci sarà alcun ripensamento.

Lombardia

L’ordinanza di Attilio Fontana non stravolge le disposizioni nazionali emanate dal premier: infatti, permane “l’obbligo di coprirsi naso e bocca con mascherine, oppure sciarpe o foulard, anche all’aperto“. Inoltre, “a bordo dei mezzi di trasporto pubblico è obbligatorio l’utilizzo di guanti e mascherine. È cura del passeggero procurarsi guanti e mascherine e indossarli correttamente dal momento in cui entra in stazione, sosta alle fermate o banchine, si accoda per salire sui mezzi, al momento in cui si allontana”.

Riaprono i parchi, ma con il divieto di assembramento, l’utilizzo delle aree gioco e delle attrezzature sportive e l’obbligo del rispetto della distanza sociale.

Veneto

“Il Veneto – ha annunciato il presidente Luca Zaia – è pronto a ripartire”. Per questo motivo la Regione è stato tra le prime regioni ad allentare il lockdown: da lunedì 27 aprile tutti i cittadini possono uscire di casa individualmente per passeggiate e attività fisica all’aperto, o per andare in bicicletta, nel territorio del proprio comune. Da martedì 28 aprile, invece, i residenti in Regione possono raggiungere (anche fuori Regione) la seconda casa o la propria imbarcazione per motivi legati alla manutenzione delle stesse.

Sono consentite anche le attività di take away o asporto nelle pizzerie, bar e ristoranti, purché vengano evitati assembramenti e rispettate le distanze. Rimane l’obbligo di indossare mascherine e guanti ogni qual volta si esce di casa.

Emilia Romagna

Stefano Bonaccini ha disposto una nuova ordinanza per la fase 2 in Emilia Romagna che conferma le disposizioni del Dpcm e dà il via alle attività di asporto. Via libera – in alcune città – alle biblioteche per il prestito dei libri,

Piemonte

Obbligatorio in Piemonte l’uso della mascherina “in tutti i luoghi chiusi con accesso di pubblico”. Via libera al cibo d’asporto, ma non a Torino, dove è possibile solo dal 9 maggio. Ripartono anche studi professionali e le attività di toelettatura per animali domestici.

Trentino Alto Adige

Arno Kompatscher, presidente della Provincia di Bolzano e del Trentino Alto Adige, ha consentito le visite ai parenti e le passeggiate nei parchi. Inoltre, la giunta provinciale ha approvato un disegno di legge che sblocca dall’8 maggio le attività produttive, dall’11 i parrucchieri, gli estetisti, i ristoranti e i bar. Infine, il 25 maggio ripartiranno hotel e funivie.

Liguria

Giovanni Toti, governatore ligure, ha concesso il via libera al cibo da asporto: un cliente alla volta potrà entrare nei locali e trasportare a casa i prodotti. Inoltre, come in Veneto, è possibile recarsi nelle seconde case per motivi di manutenzione.

Via libera anche alle passeggiate sulle spiagge e nei parchi di Genova.

Toscana

Il presidente della Toscana, Enrico Rossi ha scritto al premier Conte perché vieti il rientro nelle seconde case. Via libera invece alle passeggiate, all’apertura di parchi e cimiteri. Il governatore ha anche promesso investimenti “per piste ciclabili e per chiudere strade e piazze alle auto”.

Marche

Il governatore Luca Ceriscioli ha dato il via libera alle passeggiate sulla spiaggia a partire dal 4 maggio.

Lazio

Nel Lazio sono previsti orari prolungati dei mezzi pubblici e dei supermarket, take away e smart working dove possibile. In tutti i luoghi aperti al pubblico al chiuso ci sara’ l’obbligo della mascherina. Riaprono anche i set cinematografici, ma saranno blindati.

Abruzzo

Marco Marsilio, presidente della Regione, si è attivato per concedere spostamenti verso le seconde case, di nuovo per motivi di manutenzione. Via libera anche al jogging, alle passeggiate a cavallo, alla toelettatura dei cani e alla pesca amatoriale.

Puglia

Via libera alla pesca amatoriale e alla riapertura degli esercizi di toelettatura degli animali in Puglia. È possibile anche raggiungere le seconde case, ma solo per fare manutenzione,

Campania

Il governatore del Pd Vincenzo De Luca ha concesso da lunedì 4 maggio qualche apertura sulle passeggiate. Ha poi concesso l’ingresso negli uffici pubblici in ordine alfabetico, in modo da scaglionare il flusso di persone e contingentare gli ingressi.

Sicilia

Il presidente di centrodestra Nello Musumeci ha avviato una graduale riapertura con un’ordinanza che entra in vigore dal 4 maggio e permane fino al 17 maggio. Sono state rispettate in parte le linee guida fissate dal governo: le famiglie – ad esempio – si possono trasferire nelle seconde case, ma a patto che non facciano la spola con l’abitazione principale.

Basilicata

Il presidente Vito Bardi ha imposto quarantena e tampone obbligatorio per chi entra in regione.

Sardegna

Il governatore Christian Solinas sta pensando ad un passaporto sanitario per i turisti, in vista dell’estate.

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