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Zangrillo: “Contagiati non sono malati: bollettino mistifica la realtà”

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Zangrillo smonta la paura sul coronavirus e si schiera contro il bollettino giornaliero, accusato di mistificare la realtà.

Zangrillo coronavirus meno aggressivo

Intervistato da Luca Telese per La Verità, Alberto Zangrillo torna all’attacco di chi a suo dire terrorizza i cittadini celando loro la verità clinica. Da persona che dal 22 febbraio al 18 aprile ha trascorso tutte le giornate con i malati di coronavirus e si è visto passare i morti davanti agli occhi, si sente di dire che alcuni divieti in vigore sono privi di senso.

Zangrillo contro il bollettino sui contagi

Secondo l’intensivista del San Raffaele è in corso una mistificazione della realtà di cui una parte di colpe va addotta a suo dire al bollettino che il Ministero della Salute ogni giorno dirama per comunicare casi positivi, morti e guariti da coronavirus. L’errore è quello di “far credere alla gente che contagio sia uguale a malattia” quando per esempio in tutto il gruppo San Donato, quello in cui lavora, ci sono solo 10 pazienti in cura, nessuno recente e nessuno in terapia intensiva.

Il vero termometro dovrebbe essere secondo lui non quello relativo ai contagi ma ai ricoverati gravi e alle terapie intensive: “ovvero quello che oggi non incontriamo da mesi“. Per questo a suo dire basterebbe comportarsi in maniera responsabile senza mantenere in vigore alcuni divieti come quello di fare assembramenti a matrimoni o feste di laurea. Quanto alle recenti polemiche sul distanziamento sui treni, ha affermato che bisognerebbe affidarsi di più al buonsenso delle persone: “se tu hai la febbre non prendi il treno.

Se sei in treno vicino ad un altro passeggero usi la mascherina“.

Non ha poi mancato di ribadire come la violenza del virus sia molto inferiore rispetto a quella dei mesi caldi dell’epidemia, motivo per cui ha invocato uno stop al ricorso alla paura da parte dei “tanti personaggini che hanno alimentato il furor di popolo. Infine una parola a chi lo ha definito negazionista dopo la sua partecipazione al convegno organizzato da Sgarbi e Siri in Senato.

Di fronte a chi ha provato a squalificare la posizione sua e degli altri relatori accostandoli a dei carnefici avrebbe solo da urlare qualcosa di irriferibile.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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