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Covid in Lombardia, ridotta l’attività chirurgica ordinaria

Covid in Lombardia, decisa la graduale riduzione delle attività di chirurgia ordinaria.

Attilio Fontana

Rimane alta l’emergenza Covid in Lombardia. La Regione, dopo aver imposto il coprifuoco a partire dalla 23, ha deciso la graduale riduzione delle attività di chirurgia ordinaria, ovvero delle operazioni programmate differibili (quindi le urgenze non saranno interessate). La riduzione varia a seconda degli ospedali e in base alla situazione per l’emergenza Covid vissuta attualmente da ciascuna struttura.

Covid in Lombardia, ridotta attività chirurgica

La Lombardia si riorganizza per fronteggiare la seconda ondata di coronavirus, riducendo gli interventi chirurgici non urgenti. “I contagi stanno velocemente aumentando – fa sapere l’ospedale Niguarda -. Il nostro pronto soccorso che in estate registrava l’accesso di due pazienti a settimana per Covid, ora ne accoglie 30 al giorno”. La struttura avrebbe inoltre “riorganizzare l’attività per poter rispondere in modo rapido all’emergenza in corso”.

Si reparti sono stati convertiti e destinati “all’assistenza dei pazienti affetti da Covid”. Attraverso la propria pagina Facebook, l’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda ha voluto poi lanciare un appello: “Per poter gestire questa difficile situazione il nostro impegno non è abbastanza, occorre un ulteriore sforzo da parte di tutti. Ci affidiamo alla responsabilità e alla coscienza di ciascuno, nel seguire le regole e le raccomandazioni ed evitare, per quanto possibile, tutte quelle attività, potenzialmente a rischio, che non siano strettamente necessarie”.

Infine, per quanto riguarda gli ospedali in Fiera, è intervenuto il Presidente della Regione Attilio Fontana: ‘Dovrebbero arrivare i medici e gli infermieri. Io avrei voluto continuare ad averlo come una garanzia, come una ruota di scorta, come qualcosa che potesse essere utilizzato in caso di bisogno, ma che non dovesse essere utilizzato. Invece siamo arrivati al punto in cui dobbiamo farlo riaprire anche per consentire di allentare la pressione sugli atri ospedali e per consentire agli altri ospedali di dedicarsi anche alle altre patologie.

Quindi è una necessità assoluta“.

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