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Covid, Rivoli: “Pazienti abbandonati per terra in ospedale”

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I letti all'ospedale di Rivoli, a Torino, sono finiti durante la notte e i pazienti sono stati messi per terra in attesa.

Rivoli
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I pazienti Covid all’ospedale di Rivoli, in provincia di Torino, sono stati abbandonati per terra perché i letti erano finiti. Da giorni erano arrivate anche le tende dell’esercito, per gli ospedali piemontesi, ma la situazione diventa ogni giorno più allarmante e ingestibile e i contagi continuano a salire.

Pazienti all’ospedale di Rivoli

Pazienti Covid per terra, percorsi sporchi puliti riadattati dal personale, lavori mai fatti, territorio inesistente e assunzioni che dovevano arrivare prima. Ecco le drammatiche condizioni della sanità Piemontese. Non abbiamo più parole” è la denuncia del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che invoca e pretende “l’aiuto urgente del Governo“. “Una situazione che non doveva capitare, e ci si ritrova in queste situazioni di difficoltà sebbene si sapesse da tempo di questa seconda ondata.

Ci si doveva attrezzare e preparare prima, per non finire poi per lasciare dei pazienti sulle barelle” ha spiegato Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up. Le persone sono state posizionate nel corridoio del pronto soccorso su barelle da campo, che rimangono per terra.

La chiusura del Dea dell’ospedale Martini ha dimostrato di creare e creerà grossi problemi al territorio. Non si può pensare di chiudere in un periodo come questo un Dea che fa 78.000 passaggi l’anno così, di punto in bianco, scaricando tutto sull’altro o sugli altri ospedali. O almeno, lo si può chiudere con una pianificazione ragionata sulla gestione degli oltre 200 utenti che vi accedono quotidianamente, in modo che possano trovare risposte alle loro esigenze di cura altrove sul territorio” ha aggiunto Claudio Delli Carri.

L’ospedale ha spiegato che la situazione è diventata ancora più critica dopo la chiusura del pronto soccorso del Martini di Torino, di Venaria e di Giaveno. “Certo che dispiace, però noi non mandiamo indietro nessuno, accogliamo tutti” hanno spiegato in ospedale.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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