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Covid, Miozzo: “Dobbiamo riaprire le scuole. Danno incommensurabile”

"Le scuole devono riaprire", questo il principale obiettivo per Miozzo coordinatore del Cts per l'emergenza covid.

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Il coordinatore del comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo si è già più volte espresso per la riapertura delle scuole, da lui considerata uno degli obiettivi principali dell’emergenza covid. L’esperto ho ribadito il proprio pensiero in un’intervista al Corriere nella quale parla di un danno enorme arrecato agli studenti.

“Non abbiamo alcuna certezza sullo sviluppo della pandemia. Le scuole – ha detto il rappresentante del Cts – rischiano di restare chiuse altre settimane. Mi pare evidente che non ci si renda conto del disastro che si sta consumando nelle giovani generazioni. È un danno incommensurabile“.

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Covid, Miozzo sulle scuole

Miozzo precisa ancora che la sua volontà di riaprire le scuole, non è una semplice battaglia di natura ideologica, ma si rifà alle “indicazioni delle maggiori organizzazioni delle Nazioni Unite come Who, Unesco e Unicef, oltre che le decisioni di Paesi che non mi sembrano Stati sottosviluppati dell’Africa centrale come Francia, Regno Unito e Germania.

Tutti concordi: le scuole devono, non possono ma devono, restare aperte”.

L’incertezza della pandemia e delle settimane che ci aspettano rendono per il coordinatore del Cts tutto ancora più complicato in tema scuola. “Il 7 gennaio è giovedì, quindi ci sarà un probabile slittamento a lunedì 11. In ogni caso l’indicazione di riapertura a gennaio non è garantita, visto che non abbiamo alcuna certezza sullo sviluppo della pandemia. E poi c’è Natale di mezzo”.

Proprio le feste per Miozzo potrebbero aggravare ancor di più la situazione, il che farebbe slittare nuovamente un rientro in pianta stabile degli studenti nelle scuole. “Avremo una generazione di liceali che andrà all’esame di Stato a giugno avendo perso il contatto fisico con l’universo scolastico per quasi un anno”.

Miozzo e i contagi nelle scuole

“I dati – precisa Miozzo – ci dicono che i contagi in età scolastica non sono significativamente diversi da quelli di altre classi di età e non abbiamo evidenze per capire se siano avvenuti a scuola o fuori.

Vorrei ricordare che il 4 marzo scorso il Cts chiese al governo di chiudere le scuole seguendo le indicazioni della comunità scientifica internazionale, ma all’epoca non avevamo le regole attuali. E poi non sottovalutiamo il ruolo degli insegnanti“. “Sono gli unici – precisa il coordinatore del Cts – a poter far comprendere ai ragazzi il rischio potenziale che rappresentano per i congiunti. È un tema formativo, un messaggio particolarmente difficile da dare”.

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