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Covid, la denuncia di un medico: “In fin di vita perché senza protezioni”

Domenico Minasola, medico di base, ha contratto il Covid-19 mentre effettuava test rapidi ai pazienti.

medico covid

Domenico Minasola è uno dei tanti medici che hanno contratto il Covid-19. È stato probabilmente contagiato mentre effettuava test rapidi ai suoi pazienti. Per questa ragione, mentre si trova ricoverato nell’ospedale di Padova in terapia subintensiva, ha voluto scrivere al Premier Giuseppe Conte una lettera di denuncia.

Non si può continuare ad operare senza avere le giuste protezioni.

La denuncia di Domenico Mirasola

Caro presidente Conte, sono un medico di famiglia e, come tanti altri contagiati, sono ricoverato in terapia semintensiva con una polmonite bilaterale. Io non so se rivedrò mia moglie e i miei figli e ora, da questo letto, mi sento di dirle che lei dovrebbe rimuovere chi non è stato all’altezza della situazione“, questo l’inizio della lettera di Domenico Mirasola

A corredo delle sue parole un video, realizzato con lo smartphone, nel reparto di terapia subintensiva in cui si trova da martedì 24 novembre, quando le sue condizioni sono peggiorate.

Nei giorni precedenti aveva effettuato un gran numero di tamponi, oltre al consueto lavoro come medico di famiglia. Adesso si mostra attaccato al respiratore. Scrive tramite Whatsapp, poiché non può parlare, quando ha le forze.

Sono uno dei tanti medici vittima del servizio, mi hanno sempre insegnato a rispettare le istituzioni, ma sono indignato dal comportamento dei suoi comitati e dei commissari che si sono fatti trovare impreparati in questa seconda ondata di pandemia“, continua.

I suoi collaboratori non hanno capito che gli studi dei medici di famiglia sono diventati ambulatori Covid. E come tali andavano protetti con procedure e indicazioni di sicurezza che non sono mai arrivate. Avrebbero dovuto vestirci con tute e scafandro e non solo con mascherine e camici“.

Il medico di Padova non ha mai rifiutato l’invito a dare una mano contro il Covid-19, ma ritiene che la categoria venga messa troppo a rischio. “Ci voleva organizzazione da parte del ministero della Salute e del comitato tecnico scientifico, che doveva darci disposizioni precise di protezione individuale e non solo imporre nuove misure verso i nostri assistiti. Condivido la strategia – dice Minasolama con protezione, istruzione e sanificazioni degli ambulatori, che invece abbiamo sempre dovuto organizzare noi. Perché devo rischiare la mia vita, quando c’è chi passa le giornate a commentare l’indice Rt? Nessuno si è ancora reso conto di cosa sta accadendo alla medicina territoriale“.

Per questa ragione si rivolge al Premier Giuseppe Conte affinché qualcosa cambi. “Mi aspetto la sua vicinanza e, soprattutto, che agisca subito: se c’è da migliorare qualcosa bisogna farlo adesso. Questa – conclude – è una battaglia che dobbiamo vincere e affrontare insieme“.

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