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Covid, parla Rezza: “Senza provvedimenti sarà necessario il lockdown”

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Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha ribadito la necessità di attuare ulteriori provvedimenti anti Covid.

Nella giornata del 15 dicembre il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha ribadito la necessità di attuare ulteriori provvedimenti anti Covid se non si vuole correre il rischio di dover imporre un nuovo lockdown. Commentando l’odierna situazione epidemiologica, Rezza ha posto l’accento sul dato dei decessi che nella giornata di oggi ha abbondantemente superato quota 800, segno che se misure fino a qui attuate potrebbero non essere sufficienti.

Covid, parla Gianni Rezza

Nel corso del suo intervento, il direttore della Prevenzione al ministero della Salute ha dichiarato: “Oggi abbiamo dei dati contrastanti, più di 14mila positivi e rapporto di positività sotto il 10% con un meno 92 di ricoveri in terapia intensiva, tuttavia il dato dei morti a 846 è davvero molto elevato e ciò indica che in questi 2-3 mesi il numero delle persone infettatesi è grande con una ripresa dell’epidemia imponente”.

Rezza ha in seguito aggiunto:Siamo ancora sopra la soglia critica per l’occupazione dei posti in terapia intensiva e di area medica. […] Ciò dimostra che le misure restrittive funzionano: le regioni che avevano incidenze più elevate e che sono state sottoposte a misure più restrittive ora stanno meglio delle altre”, mentre per quanto riguarda l’eventuale riapertura delle scuole: È ancora presto per dire se potremo o no riaprire completamente le scuole, anche le superiori.

[…] l’incidenza dei casi è ancora molto elevata e finché non abbassiamo l’incidenza è difficile parlare di riapertura delle attività”.

L’ipotesi lockdown

Per quanto riguarda invece l’infausta ipotesi di un possibile nuovo lockdown generale, Rezza ha chiarito le sue preoccupazioni: “Ricevo mail un po’ minacciose e rinfacciano alla sanità di rallentare l’economia, ma a rallentare è il virus non le misure: anzi le misure parzialmente restrittive come ora hanno tenuto bassa la circolazione del virus e hanno permesso delle attività. Se non si prende alcun provvedimento alla fine saremo costretti a fare il lockdown generale, che è quello che si vuole evitare”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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