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Coldiretti: l’80% degli italiani preferisce caffè e pranzo al bar e ristorante

In base ad un'analisi di Coldiretti, gli italiani preferiscono fare la colazione al bar e il pranzo al ristorante. Da domani previste minori limitazioni

gli italiani preferiscono il pranzo in ristorante e la colazione al bar

Secondo un’analisi condotta da Coldiretti, il ritorno in zona gialla della maggior parte delle regioni italiane, dovrebbe dare una boccata di ossigeno ad un settore, quello della ristorazione, in forte crisi.

Coldiretti: l’80% degli italiani preferisce il caffè al bar e il pranzo al ristorante.

Coldiretti, in base ad una sua analisi, ha constatato come circa l’80% degli italiani, preferisca fare la colazione al bar e consumare il pranzo al ristorante. Considerazioni che arrivano in vista della zona gialla, che dalla giornata di domani, 1 Febbraio, porterà quasi tutta l’Italia, a minori restrizioni, consentendo quindi, anche il ritorno degli avventori della ristorazione. Ciò che si spera, è che si riesca a far fronte alla forte crisi del settore, innescata dalla pandemia e dalle conseguenti chiusure, che hanno visto il 2020, come uno degli anni peggiori di cui si abbia memoria. 

Secondo i dati aggiornati del settore, il fatturato ha subito un dimezzamento pari al 48%, con una perdita pari a 41 miliardi di euro, secondo le stime Coldiretti su dati Ismea.

A render conto della crisi del settore, ci ha pensato il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa, secondo cui: -“Le attività di ristorazione si classificano tra quelle più duramente colpite dalle misure restrittive a livello nazionale. In Liguria ad esempio, gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare, con disdette per le forniture di prodotti che vanno dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità.” Poi proseguono: -“Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione, ma serve anche una riflessione sulla possibilità di apertura serale dei ristoranti anche alla luce delle importanti misure di sicurezza adottata, quali il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso”.

La differenza tra le regioni gialle e arancioni

Diverse le limitazioni tra le regioni in fascia gialla e quelle in fascia arancione: per le prime infatti le attività di ristorazione al tavolo sono consentite solo dalle 5 alle 18 con la possibilità della consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 della ristorazione con asporto. Nelle regioni arancioni invece, è consentita la sola la consegna a domicilio o l’asporto, con la chiusura dei bar alle ore 18.

Coldiretti Puglia: la situazione

Limitazioni che, in una regione come la Puglia, la quale rimane in fascia arancione, ha comportato una perdita del fatturato di oltre 750 milioni di euro, come denunciato da Coldiretti Puglia: -“Una situazione di difficoltà che ha fatto chiudere il 14,4% di bar e ristoranti secondo Confcommercio e gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti Puglia – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato”.

Per il presidente dell’associazione agrituristica di Coldiretti Terranostra Puglia, Filippo De Miccolis: -“Alle limitazioni alle attività di impresa devono corrispondere in tempi stretti i sostegni economici agli agriturismi e a tutte le imprese lungo la filiera agroalimentare,  per dare liquidità ad aziende che devo sopravvivere all’emergenza Covid, come interventi a fondo perduto per agriturismi e ristoranti per salvare l’economia ed il lavoro”.


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