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Cartesio: la vita, le opere e il pensiero del filosofo francese

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Filosofo e matematico francese, Cartesio è stata una delle figure chiave per lo sviluppo del pensiero filosofico e matematico moderni.

vita opere e pensiero di Cartesio

Conosciuto da tutti per la celebre affermazione “Penso, dunque sono”, Renè Descartès è stato un filosofo e matematico rivoluzionario vissuto nel 1600. Per comprendere opere e pensiero di Cartesio è necessario raccontarne anche la vita.

Cartesio: la vita e le opere

Egli nasce il 31 marzo 1596 da una nobile famiglia di avvocati a La Haye, in Turenna (Francia).

Compie i primi studi in casa sotto la guida di un precettore e successivamente in un collegio gesuita, dove studia logica, fisica, matematica e le dottrine umanistiche. Finito il collegio e compiuti i 18 anni decide volontariamente di entrare nell’esercito, dal quale uscirà sotto consiglio di Isaac Beeckman: scienziato olandese che lo spingerà a concentrarsi sullo studio della matematica e della fisica.

In seguito viaggia molto e si reca anche in Italia, dove soggiorna a Venezia, Roma e Firenze.

Entrando in contatto con numerosi studiosi e soprattutto con il cardinale Pierre de Bérulle, approfondisce la sua conoscenza scientifica e il suo pensiero sulla religione. A causa dei suoi scritti, in cui elabora una nuova tipologia di pensiero che viene considerato eretico e immorale, viene vietato l’insegnamento della sua dottrina in diverse università. Subirà un trattamento che a tratti ricorda quello inflitto a Galileo Galilei. Deluso da questo ambiente ostile, accetta l’invito della regina Cristina di Svezia e si reca alla sua corte, luogo in cui morirà a causa di una grave infezione polmonare l’11 febbraio 1650.


Tra le più celebri opere del filosofo francese, è necessario ricordare:

  • Discorso sul metodo (1637), narrazione del suo percorso intellettuale e opera-manifesto della rivoluzione da lui attuata. Qui spiega minuziosamente il metodo che ha elaborato.
  • Meditationes de prima philosophia (1641), trattato tecnico in lingua latina, destinato e rivolto ai teologi, in cui si trova la sua più celebre affermazione “Cogito, ergo sum”.
  • Le passioni dell’anima (1649), ultimo trattato cartesiano in cui cerca di stilare una gerarchia delle passioni, analizzandone il modo in cui si manifestano e descrivendone le cause

Cartesio: il pensiero filosofico

Espresse concetti e metodologie così importanti che nel corso dei secoli pensatori e scienziati, tra cui Albert Einstein, li ripresero e li utilizzarono come fondamenti per dar vita al loro.

Egli riteneva che non fosse impossibile la conquista del sapere, nel senso più ampio ed alto possibile e illustrò il metodo per raggiungere tale obiettivo. Strumenti di questo metodo sono la fisica e la matematica, discipline utili allo scopo perché vertono su un oggetto chiaro e definito.

Riassumendo e semplificando i suoi scritti, si identificano quattro regole principali. La prima è la regola dell’evidenza, ovvero di definire come veritiero solo ciò che appare immediato e semplice. La seconda è quella dell’analisi, della scomposizione del problema in parti più elementari. La terza è la regola regola della sintesi, ossia di passare da concetti più semplici a concetti man mano più complessi. L’ultima è quella dell’enumerazione, ovvero del controllo sistematico delle regole precedenti.

Sintetizzando invece il suo pensiero riguardo a Dio, egli spiegava che esistono solo tre tipi di idee nella mente umana: quelle avventizie, riferite ad oggetti esterni, quelle fattizie, inventate spontaneamente dal soggetto e quelle innate. Secondo lui Dio fa parte di quest’ultima categoria di idee, anzi è stato proprio Dio a imprimerci innatamente l’idea di sè. Come prova della sua esistenza espose la prova ontologica, ovvero che Dio esiste necessariamente poiché è impossibile pensare a Dio senza includere l’esistenza della sua natura.

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