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Ddl caccia e Ue: la portavoce Itkonen parla dei contatti con l'Italia

Ddl caccia e Ue: la portavoce Itkonen parla dei contatti con l'Italia

La portavoce della Commissione europea, Anna-Kaisa Itkonen, a Bruxelles definisce la posizione sul nuovo ddl caccia come ancora in fase preliminare e ribadisce i contatti con le autorità italiane; il commento ufficiale sulla legislazione relativa al lupo arriverà solo quando l'iter in Italia sarà concluso.

La questione del nuovo disegno di legge sulla caccia, approvato dal Senato e ora all’esame della Camera è stata oggetto di un intervento pubblico a Bruxelles. In un briefing con la stampa la portavoce della Commissione europeaAnna-Kaisa Itkonen ha chiarito la posizione istituzionale: «siamo ancora in una fase preliminare» e si è limitata a confermare l’esistenza di contatti con le autorità italiane.

Il decreto in discussione prevede, tra l’altro, un ampliamento della platea di specie abbattibili, modifiche alle aree di caccia e variazioni del calendario venatorio. Di fronte a questi elementi, la Commissione ha sottolineato la necessità di attendere il completamento dell’iter nazionale prima di rilasciare valutazioni ufficiali sulla compatibilità con le norme europee.

Dichiarazione della portavoce Itkonen e tempistica delle verifiche

Durante il briefing quotidiano con i giornalisti, Anna-Kaisa Itkonen ha ribadito che la posizione espressa dalla Commissione resta prudente e dialogante: «Siamo in contatto con le autorità italiane», ha detto, aggiungendo che i contatti «continuiamo a esserlo». Sul punto delicato relativo alla normativa che riguarda in particolare la caccia al lupo, Itkonen ha precisato che «per quanto riguarda un eventuale commento sulla legislazione relativa alla caccia al lupo, lo faremo solo dopo che l’iter legislativo in Italia sarà concluso».

Questa formulazione indica un approccio di tipo procedurale: la Commissione intende monitorare gli sviluppi ma evita interventi formali fino a quando non sarà chiaro il testo definitivo approvato dal Parlamento nazionale. La citazione di Itkonen del 29 GIU a Bruxelles chiarisce la finestra temporale e il luogo della dichiarazione.

Compatibilità con la normativa Ue: direttive richiamate

Nel corso del turno di domande la portavoce ha risposto anche sui profili di compatibilità con il diritto dell’UE. Il dubbio sollevato riguarda l’adeguatezza del nuovo disegno di legge rispetto alla Direttiva Uccelli e alla Direttiva Habitat due pilastri normativi della tutela delle specie e degli habitat nel territorio europeo. Itkonen ha sottolineato che la Commissione «è corretto affermare che stiamo seguendo attentamente la questione e ne seguiremo gli sviluppi».

Ambiti di verifica tecnica

Le verifiche a cui fa riferimento la Commissione riguarderanno aspetti concreti: la possibile ricaduta sulle popolazioni faunistiche, l’eventuale impatto sulla conservazione degli habitat tutelati e la coerenza del testo legislativo con gli obblighi europei. In pratica la Commissione valuterà se le modifiche proposte rispettano le misure di conservazione previste dalle direttive comunitarie e se vengono applicati adeguati criteri scientifici e procedurali per eventuali deroghe.

Il quadro istituzionale dei contatti e il ruolo delle autorità italiane

La dichiarazione di Itkonen mette in evidenza anche l’aspetto relazionale tra istituzioni: l’esistenza di un canale di dialogo tra la Commissione europea e le autorità italiane è confermata senza entrare nel merito delle comunicazioni specifiche. Questo approccio è tipico quando una proposta legislativa nazionale può avere implicazioni europee e richiede un confronto tecnico prima di possibili passi formali come pareri o procedure di infrazione.

Il richiamo alla necessità di attendere la chiusura dell’iter legislativo in Italia implica che eventuali osservazioni pubbliche da parte della Commissione saranno soggette a tempistiche precise: solo a testo definito potranno essere formulate valutazioni ufficiali sulla compatibilità con il diritto dell’UE. Nel frattempo, la Commissione conferma che «continuiamo a esserlo» in riferimento ai contatti, sottolineando la vigilanza sull’evoluzione normativa.

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